La strada del bene comune

Le cronache raccontano di cambiamenti e novità. Processi che devono interrogare prima di tutto noi stessi, quali membra vive del tessuto ecclesiale.

Il passaggio da un anno all’altro è sempre carico di buoni auspici e grandi aspettative. Tocca a noi renderlo unico, irripetibile, speciale. Arriviamo nelle vostre case a due settimane dall’inizio del 2024. Le prossime 50 settimane saranno ricche di impegni e appuntamenti dal punto di vista ecclesiale e sociale. Ne indico due.

La notte di Natale si aprirà il Giubileo della Speranza. La bolla di indizione è emanata di solito in coincidenza con la Solennità dell’Ascensione. Per il Giubileo del 2025 dovrebbe avvenire il 9 maggio. Questa è una data significativa per la nostra Diocesi, perché è il giorno della festa del patrono san Prisco. E la nostra Chiesa vivrà da protagonista il tempo giubilare, perché chiamata ad animare piazza San Pietro con il presepe in occasione del Natale 2025.

I giorni che verranno saranno di preparazione e preghiera, di pari passo al proseguimento del Cammino sinodale. Un percorso che interroga e riguarda la Chiesa universale, dentro cui cammina la Chiesa italiana. Le cronache raccontano di cambiamenti e novità. Processi che devono interrogare prima di tutto noi stessi, quali membra vive del tessuto ecclesiale.

Il 2024 sarà importante dal punto di vista civile perché tra qualche mese saremo chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento europeo. Toccherà decidere quale volto dare all’Europa.

Il rischio di disinteresse e astensionismo è altissimo. I nostri Padri hanno versato il sangue per garantirci il diritto alla partecipazione. A noi cattolici è chiesta un’attenzione maggiore.

Dobbiamo sicuramente recuperare lo spirito della Dottrina sociale della Chiesa, traendo alcuni spunti dal Compendio.

«La partecipazione alla vita comunitaria non è soltanto una delle maggiori aspirazioni del cittadino, chiamato ad esercitare liberamente e responsabilmente il proprio ruolo civico con e per gli altri, ma anche uno dei pilastri di tutti gli ordinamenti democratici, oltre che una delle maggiori garanzie di permanenza della democrazia» (190). Preghiera, impegno ecclesiale e civile vanno di pari passo, ispirati dal Vangelo. Infatti, «per i fedeli laici l’impegno politico è un’espressione qualificata ed esigente dell’impegno cristiano al servizio degli altri» (565).

«Il bene comune impegna tutti i membri della società: nessuno è esentato dal collaborare, a seconda delle proprie capacità, al suo raggiungimento e al suo sviluppo. Il bene comune è conseguente alle più elevate inclinazioni dell’uomo, ma è un bene arduo da raggiungere, perché richiede la capacità e la ricerca costante del bene altrui come se fosse proprio» (168).

Non stanchiamoci di percorrere questa strada. Il 2024 sia all’insegna della «ricerca costante» non del proprio interesse, ma di quello collettivo. Sarà un’occasione di crescita per la nostra Chiesa e per l’Europa.

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