Le parole d’ordine di Paolo De Maio

Rimettere al centro l’interesse pubblico, partecipazione dei cittadini, avvicinamento delle periferie al centro. L’intervista con il nuovo sindaco di Nocera Inferiore.
Paolo De Maio

Cinquant’anni ad ottobre, avvocato, sposato con due figlie, Paolo De Maio è il nuovo primo cittadino di Nocera Inferiore. Tifoso della Nocerina, ha vestito anche la casacca rossonera. Oggi il calcio lo segue dagli spalti e ama dedicarsi al podismo.

Un sindaco runner perché in politica, come nella vita, bisogna correre e resistere per tagliare primi il traguardo. Ha detto di voler caratterizzare il suo mandato per la «ricerca del bene pubblico e del bene comune», e una particolare attenzione alla «condivisione e alla corresponsabilità». 

Paolo De Maio con il sindaco uscente Manlio Torquato

Consapevolezza cresciuta negli anni spesi al servizio della città: «Il lavoro svolto negli ultimi 10 anni ha avuto come obiettivo quello di rimettere al centro l’interesse pubblico. Sono fermamente convinto che l’impegno di tutti possa consentirci di raggiungere risultati ancora più significativi. In occasione della proclamazione ho invitato l’opposizione ad un ruolo di vigile controllo da interpretare nella chiave della corresponsabilità, affinché l’azione non sia mai ostruzionistica ma sempre costruttrice».

C’è l’aspetto della sinergia comprensoriale. Non è solo una questione di buoni rapporti istituzionali. Bisognerebbe fare uno scatto in più per risolvere problemi come il traffico e l’inquinamento ambientale. Non trova?

«I buoni rapporti istituzionali sono il terreno di partenza per realizzare azioni comuni che superino il recinto cittadino. Mobilità, inquinamento, trasporti, istruzione superiore sono tutti ambiti che necessitano di attività corali e comprensoriali affinché si possano vedere risultati apprezzabili. Sono fiducioso che insieme ai sindaci dell’Agro e della provincia, con il coordinamento della Regione, si possa lavorare proficuamente per il bene della collettività». 

A proposito di condivisione e corresponsabilità. Accanto alle amministrazioni, i cittadini dovrebbero avere un ruolo maggiore. Su cosa si può agire?

«Non è un caso che uno dei capitoli del programma di amministrazione sia interamente dedicato alla “partecipazione”. Puntiamo al coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso la creazione di patti di comunità. Abbiamo dato prova in campagna elettorale che si possono coinvolgere le parti sociali: un impegno costruttivo dei singoli, che non sfoci soltanto nella lamentela – seppur legittima – è possibile. Come faremo? Abbiamo creato luoghi di ascolto, sarà importante dare continuità ad alcuni organi di partecipazione e introdurne di nuovi come la Consulta delle donne e le Comunità energetiche». 

Ha avuto modo di sottolineare il buon lavoro svolto durante i 10 anni di amministrazione Torquato. Tra le attività più importanti c’è il risanamento finanziario. Cos’altro metterebbe in evidenza?

«Penso ai finanziamenti per gli alloggi di Montevescovado e per la riqualificazione del quartiere stesso; i fondi per la rotatoria allo svincolo autostradale; l’opportunità delle ZES per l’area industriale; i fondi per la rete fognaria, con il primo lotto in consegna e l’inizio dei lavori per il secondo lotto. E potrei continuare con tanti altri obiettivi, ma credo che il lavoro più grande sia stato quello di rimettere al primo posto l’interesse pubblico».

In cosa si poteva essere più presenti?

«Non credo che esista un’azione amministrativa perfetta in assoluto e che si possa sfuggire a errori, come per ogni azione umana. Inoltre, il sindaco Manlio Torquato ha dovuto concludere il suo mandato fronteggiando due anni di pandemia. Un uomo che per dieci anni si è dedicato esclusivamente alla città non è un fatto scontato». 

Le periferie sono un nervo scoperto. Cosa farà per avvicinarle al centro e darle dignità?

«Mi piace parlare delle periferie come “punti di accesso alla città”. Sarà nostra priorità dare un segnale di cura e accoglienza da qualsiasi punto in cui si entri a Nocera. Erano già in programmazione interventi di riqualificazione, sarà nostro impegno riprendere questi progetti per dare concretezza all’indirizzo di rivalutazione delle periferie». 

La promozione culturale che peso avrà nella sua amministrazione?

«Ci siamo immediatamente messi a lavoro per realizzare un POC ottenuto dalla passata amministrazione avente ad oggetto la realizzazione di un cartellone estivo. Avremmo potuto immaginare soltanto eventi canori o di intrattenimento, abbiamo con convinzione inserito presentazioni di libri con autori del calibro di Maurizio De Giovanni, Sergio Astori, Bruno Mastroianni. Cominciamo con piccoli gesti concreti».

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