L’azione liturgica della Passione del Signore Gesù

Il Vescovo l’ha presieduta nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova in Poggiomarino, così come tutto il Triduo pasquale.
L’azione liturgica della Passione del Signore Gesù

L’azione liturgica della Passione del Signore Gesù è stata presieduta dal Vescovo nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova in Poggiomarino, così come tutto il Triduo pasquale.

Alla celebrazione, nel rispetto dei protocolli anti diffusione e contagio da Covid-19, ha partecipato una nutrita rappresentanza della comunità poggiomarinese, che ha approfittato anche dalle sedie sistemati sul piazzale.

Ad accogliere mons. Giuseppe Giudice è stato il parroco padre Aldo D’Andria e la comunità dei padri stimmatini che cura le anime di Poggiomarino.

Il Vescovo durante l’omelia

Nell’omelia, il vescovo Giuseppe ha detto: «Siamo entrati nella Pasqua di Gesù attraverso la porta del Cenacolo». Ha richiamato i gesti di Gesù: abbiamo ricevuto il suo corpo ed il suo sangue, ha detto fate questo in memoria di me, ha lavato i piedi agli Apostoli. «Oggi entriamo attraverso la porta stretta della Croce. Se non ci fosse la Croce il gesto del Cenacolo sarebbe vuoto. Quel corpo è sulla Croce, quel sangue scorre dalla Croce».

Mons. Giudice ha sottolineato che «la croce è un mistero di amore, la prova del nove dell’amore di Dio». Il Pastore della Chiesa nocerino-sarnese ha fatto anche riferimento alla preghiera universale: «Pregheremo per tutti perché intorno alla Croce c’è posto per tutti». Tuttavia, sul Golgota rimangono in pochi, come accade anche a noi nei momenti difficili, ma «ai piedi della Croce rimangono solo coloro che amano. Tra questi Maria, come ogni mamma è accanto al Figlio che muore».

Infine, il Vescovo ha evidenziato che «Maria sotto la Croce partorisce di nuovo. A Betlemme ha partorito il Capo, Cristo, ai piedi della Croce partorisce il corpo, la Chiesa».

Nell’ora della Croce, ha continuato, «pensiamo ai sofferenti, agli ammalati, a chi ha perso la vita. L’ora della Croce è sempre di solitudine, è difficile, ma apre sempre alla speranza. E lei, Maria, è lì ferma. Grazie perché non siamo soli nelle difficoltà, tu sei con noi. Accompagnaci e asciuga il nostro dolore e in silenzio, mano nella mano con te, possiamo ripetere “è morto per me, ha dato la vita per me”. Sì ha dato la vita per me, senza la tua Croce non saprei leggere il mistero dolore, per le tue piaghe noi siamo stati guariti».

In serata il parroco padre Aldo ha presieduto la Via Crucis utilizzando le meditazioni che il Vescovo ha proposto nel corso della Via Crucis diocesana “Come se vedesse l’invisibile”.

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