«L’alba della nuova vita»: la storia di Carla

Carla Tomeo è una brilante ragazza di Sarno. In undici mesi si è curata dal cancro, è guarita dal Covid e il 16 marzo, ad otto giorni dall’ultima chemioterapia, si è laureata in Biologia
Carla Tomeo

«L’alba di una nuova vita. Racconto la mia storia perché possa essere un aiuto, un sostegno, un incoraggiamento a chi vive la malattia e teme di non farcela». Carla Tomeo è di Sarno, 34 anni tra qualche giorno, in undici mesi ha compiuto una impresa: si è curata dal cancro, ha sconfitto il Covid-19, si è laureata. L’ultima chemioterapia l’ha fatta l’8 marzo scorso. Dopo otto giorni, il 16 marzo, ha discusso la tesi in Biologia presso l’Università Federico II di Napoli: «Per me è stato un nuovo inizio, l’alba della nuova vita».

La scoperta

Il calvario comincia un anno fa, il 22 aprile del 2020. A causa di una colica addominale si reca in ospedale, si sottopone ad una serie di esami. Non si pensa ad una malattia oncologica. Il 5 agosto è su un lettino operatorio, l’esito dell’intervento è il più brutto. I medici le diagnosticano il cancro. Si riparte con nuove consulenze e dopo un mese è nuovamente in sala operatoria. «Ero incredula della diagnosi – racconta –. Sentire la parola cancro è stato un terrore. Ho affrontato tutto da sola, in ospedale non poteva entrare nessuno. La mia famiglia mi seguiva da casa, ma è stato difficilissimo. Avrei tanto voluto avere qualcuno con me, ma non era possibile». Fortunatamente si è intervenuti in tempo, si sente dire dall’oncologa Alessandra Vernaglia che la segue alla Clinica Malzoni. Tuttavia a novembre inizia la chemioterapia.

Le chemio all’Andrea Tortora

Ne farà sei cicli al Polo oncologico dell’Andrea Tortora di Pagani, l’ultimo è terminato dieci giorni fa. In questi mesi contrae il Covid, lo scopre pochi giorni dopo l’inizio del primo ciclo di chemio. Ne esce nonostante le altre patologie di cui soffre: «Ringrazio Dio, sono una vera miracolata». La fede fa la differenza, come in tante storie di rinascita dopo una malattia. Trova la forza di rialzarsi e di riprendere in mano la sua vita. «Quando ho scoperto la malattia stavo già preparando la tesi, ma ho rimandato. I continui dolori, il malessere non mi facevano concentrare. Durante la chemio qualcosa è cambiato». A sostenerla l’oncologa Claudia Ferrara: «Mi ha accompagnato con una dolcezza unica, sempre molto disponibile, attenta. Ho trovato la forza per terminare gli studi ed evitare la depressione». La strada è però in salita: «Il 22 novembre mi sono ritrovata quasi senza capelli. È stato il momento peggiore, anche più della diagnosi. Quando ho scoperto il cancro ho reagito perché volevo vivere, davanti allo specchio mi ero sentita devastata. Sono sempre stata molto attenta alla cura del corpo, quel momento mi ha reso plasticamente la presenza del tumore».

La rivincita

A Pagani Carla incontra un’associazione che le dona una parrucca: «Sono stati tempestivi. In cambio ho voluto donare la mia lunga treccia per aiutare qualche altra persona». Non si è persa d’animo: «Sia durante gli interventi, che durante i cicli di terapia ho instaurato rapporti molto stretti. Ci siamo incoraggiati a vicenda. Ero sempre la più giovane e sostenevo le persone più grandi. Non riuscivo a non sorridere, a non essere felice. La chemio è stata sì dura, ma mi aiutava a lottare per la vita». Trova la forza di andare avanti: «Volere è potere. Quando vuoi qualcosa non c’è niente che ti fermi. A me nemmeno il tumore ci è riuscito. Non è facile scontare una malattia di questa portata, ti fa aver paura di tutto, ti fa toccare il fondo e conoscere la morte da vicino, ma ti dà anche una spinta fortissima per ripartire». Ciò è stato possibile grazie alla medicina e alla famiglia: «L’amore dei miei genitori, di fratelli e sorelle, dei nipoti è stata la miglior medicina».

Carla Tomeo

Il 16 marzo

Nel frattempo conclude gli studi e discute la tesi: «Ho sempre sognato di laurearmi, ho scelto marzo perché è il mese in cui sono nata. La fine della terapia e la chiusura di un ciclo universitario segnano un tempo importante». Lo scorso 16 marzo, a tenerle compagnia durante il collegamento online c’è tutta la famiglia, all’altro lato del computer la relatrice Maria De Falco e il correlatore Luigi Rosati. «È stata una giornata meravigliosa sin dal risveglio», racconta. Claudia conta tredici buquet e innumerevoli auguri e congratulazioni.
È stata piena di lacrime di gioia, dopo tante di dolore. È stato il mio nuovo inizio, l’alba della nuova vita».

Sa. D’An.

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