Pasqua per riscoprire il Battesimo: il messaggio del vescovo Giuseppe

«Riprendiamo il senso del Battesimo, pensiamo a quanti riceveranno il Sacramento perché ognuno diventi un uomo e una donna pasquali: morti al peccato, divenuti persone nuove»

Pasqua per riscoprire il Battesimo: è l’augurio del vescovo mons. Giuseppe Giudice per la Pasqua 2024.

Il Vescovo ha rivolto il messaggio alla Chiesa nocerino-sarnese dal Battistero di Santa Maria Maggiore, segno evidente battesimale, «cuore della nostra Diocesi».

Il «Battistero è un luogo pasquale» ha sottolineato mons. Giudice. «Mi piace ricollegare il significato profondo della Pasqua non soltanto alle uova, ai pulcini, ai coniglietti, alle colombe. Il mistero della Pasqua è innanzitutto il Battesimo. È in questo Sacramento che la Pasqua ci raggiunge e non resta solo un desiderio».

Un connubio reso evidente da molteplici segni. «La veste bianca dei catecumeni era la veste della vita nuova, rivestiti di Cristo; perciò, la settimana dopo Pasqua è chiamata settimana in Albis perché i catecumeni portavano la veste bianca, la veste del Risorto».

Il Vescovo ha aggiunto: «Riprendiamo il senso del Battesimo, pensiamo a quanti riceveranno il Sacramento perché ognuno diventi un uomo e una donna pasquali: morti al peccato, divenuti persone nuove».

Il Pastore della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno si è chiesto: «È Pasqua, la vita, la resurrezione, la primavera che esplode, però c’è la sofferenza, la morte, le tragedie, purtroppo continuano le guerre».

Aiutato da un testo di Luca Ghiselli, ha concluso: «Continuano le lacrime anche nel tempo di pasqua, ma sono ormai lacrime risorte, sono le piaghe del Risorto che sono gloriose».

Quindi, a tutta la Diocesi ha augurato: «Buona Pasqua, buona resurrezione a cominciare dal dono del nostro Battesimo».

Le altre celebrazioni

Mons. Giudice giovedì mattina, nel corso della Messa Crismale, aveva richiamato al senso del sacerdozio.

Inoltre, nell’omelia aveva sottolineato: «Far risplendere il volto della Chiesa significa anche non affidarsi in modo superficiale e sprovveduto a qualche lettura parziale, prodotta da quello che definisco magistero giornalistico, che dice sulla Chiesa, ma non sa cos’è la Chiesa, o all’ossessione di certi social che, extra moenia o intra moenia, deturpano il volto della Sposa e, di riflesso, i nostri volti ecclesiali».

Il Vescovo presiederà il Pontificale di Pasqua in Cattedrale, domani alle ore 10.30.

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