“Sant’Alfonso ci sostenga nella ripresa”

Il Vescovo affida speranze e timori al Dottore della Chiesa. Questa sera alle 20.00 la Messa presieduta dal Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin

Il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, in preghiera sulla tomba di sant’Alfonso Maria de Liguori. La visita nella città di Pagani, dove si trova la Basilica che custodisce il corpo del Santo, è in programma oggi nel giorno della festa di sant’Alfonso. Il cardinale presiederà la concelebrazione eucaristica nella piazza antistante la basilica annessa alla casa dei padri Redentoristi.

Festa doppia

Il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin

Una solennità speciale sia per la presenza del Segretario di Stato Vaticano, ma anche perché coincide con il 150esimo anniversario della proclamazione di sant’Alfonso a Dottore della Chiesa. Fu papa Pio IX a volere questo riconoscimento per il fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore.

«È mio gradito compito, in comunione con la comunità religiosa dei padri Redentoristi, invitare ciascuno a questo momento singolare per fare corona, nella celebrazione eucaristica, intorno a sua eminenza, primo collaboratore del Santo Padre nel governo della Chiesa universale», afferma mons. Giuseppe Giudice, vescovo della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno. «Sant’Alfonso, il cui corpo abbiamo l’onore di custodire nell’omonima basilica, ci accompagni e ci sostenga in questo tempo non facile di ripresa sociale ed ecclesiale», continua il presule.

Incontrare la realtà

Mons. Giuseppe Giudice

Mons. Giudice richiama anche il Messaggio del Pontefice per il 150° anniversario della proclamazione del Santo a Dottore della Chiesa: «Dobbiamo saper accogliere il Messaggio di papa Francesco, cogliere il suo invito ad incontrare la realtà e annunciare il Vangelo con uno stile e il linguaggio di misericordia che è per tutti, non solo per le élite spirituali».

Il Vescovo aggiunge: «Abbiamo di fronte una grande povertà materiale, acuita dalla pandemia, ma anche spirituale. Ecco perché sui passi di sant’Alfonso, e come ci ricorda il Santo Padre, dobbiamo essere capaci di tradurre il Vangelo, il suo messaggio di speranza e misericordia, per tutti e a partire dai più semplici, che molto spesso sono abbandonati anche spiritualmente».

Linguaggi nuovi per annunciare il Vangelo

È pure una questione di linguaggio, sottolinea il Pastore: «Deve essere adatto al quotidiano, alle varie situazioni della vita che caratterizzano l’umanità. Un linguaggio mai banale, che porta luce e tocca il cuore. In questo modo la ricchezza della redenzione arriva a tutti. È così che riusciremo ad abitare con il Vangelo e prestare attenzione alle periferie spirituali».

Prima di questo importante e solenne momento, i devoti di sant’Alfonso hanno vissuto il novenario di preghiera in preparazione alla festa dal 23 al 31 luglio. Ogni sera c’è stata la recita del Rosario, la novena e la Santa Messa.

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