In sala propone “La chimera” e “Cento domeniche”

Arrivano dalla Festa del Cinema di Roma i due film da vedere questo mese
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Ci fa sempre piacere quando questa rubrica di segnalazioni può concentrarsi su film italiani, e la Festa del Cinema di Roma è stata l’occasione per vederne tanti, praticamente tutte le principali uscite dei mesi a venire.

La Chimera di Alice Rohrwacher

La scelta ricade sulla regista giovane probabilmente più brava dell’attuale panorama nazionale e su un autore/attore che ha ormai instaurato un proficuo rapporto con il pubblico, a cui ha regalato negli anni tanti personaggi sia creati appositamente per la sala cinematografica che riproposti dai suoi successi televisivi: Alice Rohrwacher e Antonio Albanese.

In sala da oggi “La chimera” di Alice Rohrwacher, già in Concorso al Festival di Cannes e pupilla della selezione transalpina. L’ulteriore passaggio nella sezione Best of 2023 della Festa di Roma certifica lo status dell’autrice, di cui consigliamo comunque di recuperare il trittico precedente (“Corpo celeste”, “Le meraviglie” e “Lazzaro felice”), una personalissima via francescana al cinema e al rapporto tra l’uomo e la Natura.

Cento domeniche di Antonio Albanese

Un rabdomante inglese (Josh O’ Connor) riesce a scovare le nascoste tombe etrusche dell’alto Viterbese, ed è quindi una sorta di supereroe per un gruppo di tombaroli che sulla vendita dei reperti vivono e prosperano. Un pretesto per ragionare sulla vita e sulla morte, sull’amore e l’odio, sulla decadenza delle classi sociali privilegiate del passato sulle cui briciole riescono a impostare l’esistenza i neo-sottoproletari odierni.

Sempre oggi, arriva nei cinema anche “Cento domeniche”, l’ultima fatica diretta e interpretata da Antonio Albanese.

E proprio di fatica dell’esistenza si può parlare per il protagonista Antonio, rimasto coinvolto in un crack bancario che rischia di lasciarlo letteralmente sul lastrico. Non è più tempo di personaggi lievi e distaccati (ci viene in mente, ad esempio, l’esordio “Uomo d’acqua dolce”, o il protagonista de “L’intrepido” di Gianni Amelio), il contemporaneo contiene inevitabilmente il tragico al suo interno.  

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