Bartolomeo I: «Necessario spegnere i fondamentalismi»

Il patriarca ecumenico di Costantinopoli ha trascorso a Salerno il 5 e 6 maggio, accettando l’invito dell’arcivescovo Andrea Bellandi a partecipare alle celebrazioni per l’anniversario della traslazione delle reliquie di san Matteo avvenuta nel 954
Bartolomeo I con l’arcivescovo Andrea Bellandi a Salerno – foto Arcidiocesi di Salerno

Sono stati due giorni intensi quelli che il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha trascorso a Salerno il 5 e 6 maggio, accettando l’invito dell’arcivescovo Andrea Bellandi a partecipare alle celebrazioni per l’anniversario della traslazione delle reliquie di san Matteo avvenuta nel 954.

Ieri mattina c’è stata la Messa nella cattedrale salernitana. Ha presieduto l’Arcivescovo, ma l’omelia è stata pronunciata da Bartolomeo I. Il Patriarca ha evidenziato: «Troppi cristiani spaventati dal giudizio del mondo, incapaci di superare il senso di colpa del peccato, preferiscono solamente osservare determinate norme di comportamento, ma non imitare il Signore».

Il dono della reliquia di san Matteo

Ha ringraziato per il dono di una reliquia dell’evangelista Matteo, segno di dialogo tra le due Chiese: «Le condizioni storiche hanno ridotto il numero dei cristiani nella nostra città, ma la forza resta immutata di fronte alle sfide del mondo attuale, dove è sempre più necessario spegnere i fondamentalismi per favorire il dialogo tra le nostre Chiese e con tutti gli uomini di buona volontà».

«Gli Apostoli possano intercedere affinché siamo all’altezza dei compiti che Dio chiede alla sua Chiesa», l’auspicio espresso dall’arcivescovo Bellandi nel saluto al primate ortodosso.

Incontri con i seminaristi e su ecologia e pace

Bartolomeo I interviene all’incontro su ecologia e pace – foto Insieme

Venerdì, invece, la mattina Bartolomeo I ha incontrato i seminaristi ed il clero al seminario metropolitano “Giovanni Paolo II”, il pomeriggio è intervenuto al convegno «Ecologia e Pace: un futuro secondo il disegno di Dio».

Alla tavola rotonda hanno partecipato l’arcivescovo Andrea Bellandi e il vescovo Gaetano Castello, ausiliario di Napoli e delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale campana. Il capo della Chiesa ortodossa I ha esordito riferendosi ai conflitti bellici in atto nel mondo, Ucraina e Sudan in primis, e ai «gravi disastri naturali».

Trascurati i diritti umani fondamentali

Per il Patriarca sono la conseguenza del fatto che «stiamo trascurando i diritti umani fondamentali e distruggendo il pianeta in modi inaspettati e senza precedenti. Queste condizioni non sono un incidente. Questi abusi sono un segno che l’umanità è sulla strada sbagliata, che abbiamo ignorato i comandamenti fondamentali di amare il prossimo come noi stessi e allo stesso tempo di servire e preservare la terra».

Non sfuggire a responsabilità nei confronti dell’ambiente

Le emergenze mondiali, dunque, sono il riflesso della «orgogliosa tendenza umana a cercare una padronanza avulsa da Dio sulle persone e sulla creazione». È necessario invertire la tendenza per una «pacificazione» che è «l’unica speranza di restaurare un mondo distrutto».

Occorre però essere consapevoli della «interdipendenza» che intercorre tra «gli esseri umani e l’ambiente», i quali «formano un abito senza cuciture, un tessuto complesso creato da Dio».

Bartolomeo I riceve la delegazione della comunità locale del Movimento dei Focolari – foto Insieme

Insomma, ha ammonito il Bartolomeo I: «Non possiamo sfuggire alla nostra responsabilità nei confronti dell’ambiente. Il nostro peccato consiste proprio nel rifiuto di considerare la vita umana e il mondo naturale come un sacramento di ringraziamento e un dono di comunione con Dio». Sollecitazioni che chiedono una conversione integrale.

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