Il senso cristiano della sofferenza. Verso la Sosta ecclesiale

In preparazione alla Sosta ecclesiale ci sono stati due incontri sulla Salvifici doloris. Un’esperienza di Cammino sinodale verso il X incontro mondiale delle famiglie
Un momento dell’incontro preparatorio che si è tenuto in Cattedrale

Il senso cristiano della sofferenza: incontri di preparazione alla Sosta ecclesiale 2022. Lo scorso 10 giugno nella Concattedrale di San Michele Arcangelo a Sarno si è tenuto l’incontro conclusivo, dei due programmati sulla Salvifici doloris, per vivere con maggiore consapevolezza e spirito di comunione l’appuntamento della Sosta ecclesiale. Quest’anno saremo chiamati a riflettere sul tema “Curare e prendersi cura a partire dalla famiglia e dalla parrocchia”. L’appuntamento è per lunedì 20 giugno, alle ore 19.30, al Palazzo di vetro a Corbara.

Un cammino verso la Sosta ecclesiale 2022

Il 18 maggio 2022 i responsabili dell’Ufficio servizio per la Pastorale della Salute, fra Massimo Pepe, e quello dell’Ufficio per la Pastorale degli Adulti e delle Famiglie, Luciano Gambardella, dopo un lungo lavoro preparatorio che ha espresso concretamente la sinodalità nello stare insieme per camminare verso un’unica meta, hanno inviato una lettera.

La nota era indirizzata a sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, a tutte le persone impegnate direttamente e non direttamente in questi ambiti della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, invitando a partecipare e a cogliere la preziosa occasione del Cammino sinodale.

Io, cappellano ospedaliero

Il primo appuntamento si è tenuto il 27 maggio nella Cattedrale di San Prisco a Nocera Inferiore, relatore fra Massimo Pepe. Il francescano, cappellano dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, nel commentare i punti salienti della Salvifici doloris ha portato la sua esperienza diretta con il dolore e la malattia.

Si è interrogato e ci ha fatto riflettere su due termini apparentemente antitetici: sofferenza e gioia. Aspetti che nella vita di fede possono e devono coesistere in virtù della Resurrezione in cui da cristiani crediamo.

Fare esperienza della Resurrezione

Fare esperienza della Resurrezione significa stare pienamente nella sofferenza con la gioia che solo Cristo può donare. Molte volte anche chi frequenta la chiesa corre il rischio di girare alla larga, per paura, dalla sofferenza e dalla morte.

Fra Massimo lo ha sottolineato più volte, facendoci capire che di fronte ad un malato, ad un sofferente, più che le parole occorre uno sguardo di misericordia, di compassione, bisogna prendersi carico più che di un dolore, di un fratello che soffre cercando di aiutarlo a dare senso a questa condizione. Ciascuno di noi nei luoghi del dolore può fare la sua parte non scappando ma restando.

Vivere la sofferenza cristianamente

Nel secondo incontro a Sarno il 10 giugno la relatrice Giovanna Abbagnara, direttrice di Punto Famiglia, in maniera molto concreta e realistica si è soffermata sul senso cristiano della sofferenza, in particolare in famiglia. Ha sottolineato come la società e la cultura contemporanee hanno marginalizzato e quasi cancellato la morte e la sofferenza ritenendole prive di senso.

Aborto, eutanasia, eugenetica

Un momento dell’incontro nella Concattedrale di Sarno

Ci ha aiutato a riflettere sull’aborto, l’eutanasia, l’eugenetica, pratiche a cui si ricorre pensando di eliminare questi problemi. Ci ha invitato a interrogarci sul senso del dolore nella vita personale, perché, solo rispondendo a questa domanda, si può dare significato a ciò che si fa in ambito pastorale.

Per dare un’idea del senso cristiano della sofferenza in famiglia ha riportato con parole intense e cariche di commozione l’esperienza dei coniugi Petrillo-Corbella, di Chiara, che fino all’ultimo istante della sua vita terrena si è fidata dell’Amore di Dio.

L’esempio di Chiara Corbella

In particolare le parole del marito Enrico su come Chiara ha vissuto il dolore rispondono al senso della sofferenza che salva: “Abbiamo percepito dunque che c’era qualcosa di molto più grande della guarigione ed era la salvezza. La salvezza è più importante…io l’ho vista morire felice. Sapeva benissimo dove stava andando. Chiara ci ha insegnato che Dio non è un bugiardo, bisogna fidarsi, ne vale la pena”.

Dio non abbandona mai l’uomo al suo destino, si fa uno con l’uomo, è presente nella fede del credente ed è presente in tutti coloro che servono con amore il fratello sofferente. Possiamo diventare una comunità sanante se, seguendo le indicazioni della Salvifici doloris, ci fermiamo davanti al dolore, proviamo commozione, portiamo aiuto, viviamo tutto con gratuità e disinteressamento.

Barbara Senatore
Referente Forania di Nocera Superiore della Pastorale Familiare

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