“Generosità a distanza”

Grazie alla generosità dei fedeli, la comunità Santa Maria delle Grazie di Casatori ha adottato a distanza 8 bambini del Burundi ai quali garantirà alimenti, cure mediche e istruzione
generosità a distanza - Burundi

Il senso più profondo della solennità della Natività è la grande dimostrazione d’amore che si cela dietro la venuta al mondo di Gesù: non è una nascita come le altre, ma la piena realizzazione del desiderio di Dio e del suo più grande progetto: non limitarsi ad essere un Dio-lontano, ma incarnarsi per entrare nel mondo e vivere sulla sua pelle il dolore e il sacrificio.

Rivivere annualmente questa divina presenza in mezzo a noi è un modo per spronarci, nel nostro piccolo, a fare lo stesso: farci presenti e vicini a quanti necessitano del nostro sostegno.

Le festività natalizie sono, da sempre, scandite dallo slogan “A Natale siamo tutti più buoni”, che poi non è altro che una rivisitazione più commerciale del reale messaggio cristiano della festa, ossia esaltare i valori. Per far sì che questo celebre proposito possa essere, per la comunità, il più veritiero possibile, la parrocchia Santa Maria delle Grazie di Casatori da circa vent’anni porta avanti con costanza un impegno di solidarietà per i più bisognosi. 

A differenza delle altre iniziative di carità, questo annuale appuntamento natalizio non è interno ai confini parrocchiali, ma si spinge molto oltre, addirittura a livello “intercontinentale”: nell’ultimo ventennio, infatti, la parrocchia ha dato il suo contributo a diverse associazioni che si occupano delle adozioni a distanza. Tradizionalmente era il ricavato di una tombolata di beneficenza a fungere da salvadanaio per questa iniziativa, ma anche negli ultimi due anni, in cui non c’è stata a causa dell’emergenza Covid, la generosità non si è arrestata e, anzi, ha confermato di essere al servizio dei piccoli che vivono nelle aree più indigenti.

Distanza non è un sinonimo di lontananza – e l’abbiamo sperimentato noi stessi in questi due duri e lunghi anni di pandemia –, anzi: sostenere un bambino a distanza significa mettere le proprie risorse a servizio di chi ne ha bisogno e farsi presenti nonostante chilometri e chilometri di separazione, con la convinzione e la gratificazione di riuscire concretamente a migliorare la vita di chi ha un futuro davanti e tutto il diritto di poterlo costruire come preferisce.

In questo lasso di tempo sono state davvero tante le famiglie aiutate e le associazioni a cui le offerte sono state devolute, tra cui quella dei Padri Redentoristi. Lo scorso anno la generosità dei fedeli ha permesso alla comunità di adottare ben otto bambini tramite la onlus “Oltre la vita”, che dal 2007 opera in Burundi – stato africano, il quinto più povero al mondo – con lo scopo di migliorare le condizioni di vita e l’istruzione negli orfanotrofi e nelle famiglie, ridurre povertà e sfruttamento e potenziare le strutture sanitarie.

Il sostegno economico offerto dalla parrocchia e l’assistenza dei volontari garantiranno a questi bambini alimenti, cure mediche e tutto il necessario per un’istruzione adeguata. 

Sabrina Perrino

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