Santa Maria delle Grazie: concludere in presenza

Festa insieme per i bambini dell’A. C. di Casatori.

Al termine di un anno particolare, i bambini e i ragazzi della parrocchia Santa Maria delle Grazie di Casatori hanno concluso in presenza l’anno associativo grazie all’impegno dell’equipe ACR.

Un altro anno particolare, segnato dalla pandemia da Covid-19, è trascorso e, dopo lunghi mesi in cui l’equipe ACR si è dovuta reinventare per rendere gli incontri settimanali in videochiamata sempre più coinvolgenti.

Anche con strumenti diversi e metodi nuovi, educatori e accierrini hanno avuto l’immensa fortuna di incontrarsi per concludere, felicemente in presenza, il percorso formativo.

Festa insieme

Nel pomeriggio di sabato 12 giugno, a conclusione dell’anno associativo 2020/2021, bambini e ragazzi della parrocchia Santa Maria delle Grazie sono stati accolti sul sagrato della chiesa, sulle note dell’inno, per vivere finalmente insieme un momento di gioia.

Una vera e propria condivisione e soprattutto un ringraziamento a Dio che è stato sempre vicino a ciascuno e non ci ha mai lasciati soli, facendo sentire la Sua presenza anche nelle situazioni più difficili e davanti ad ostacoli che sembravano invalicabili.

La “grande redazione” – che durante il percorso di formazione e di fede, grazie all’esperimento suggerito dall’Azione Cattolica Italiana, con il tema dell’anno Segui la notizia!, si è calata a fondo nella Buona Notizia per scoprire, proprio come dei giornalisti provetti, il messaggio lanciato da Gesù nel Vangelo – ha aderito con gioia all’invito dei propri educatori e si è cimentata nei giochi e nelle attività organizzate dell’equipe.

Insieme intorno al banchetto eucaristico

La fine del percorso degli accierrini, dal gruppo 6-8 fino ai 12-14, non poteva non essere scandita da una breve celebrazione sotto la guida di don Gaetano Ferraioli.

Il passo evangelico scelto (Mc 14, 32-43) su cui il sacerdote ha invitato a riflettere è stato l’episodio degli apostoli Simon Pietro, Giacomo e Giovanni nell’orto del Getsemani, dove Gesù li conduce dopo l’Ultima Cena.

«L’invito di andare a pregare con Lui è indirizzato anche a ciascuno di noi. Dobbiamo solo metterci in ascolto e non seguire l’esempio degli apostoli, che si addormentano senza riuscire a vegliare, ma quello di Gesù, il quale, anche nella sua ora più difficile, sceglie di donarsi agli altri con tutto se stesso, obbedendo alla volontà del Padre» ha spiegato il sacerdote.

Dopo la sua riflessione, sono stati i ragazzi dei 12-14 a farsi portavoce di tutti i gruppi, sintetizzando le settimane di dibattito e formazione vissute durante quest’anno in intenzioni di preghiera comunitarie, in segno di ringraziamento a Dio.

Un rosario in dono, “catena dolce che ci rannoda a Dio”
Il rosario colorato che don Gaetano Ferraioli ha distribuito ai ragazzi

Accompagnati dal canto finale, don Gaetano ha distribuito a tutti i ragazzi della comunità un piccolo rosario colorato, come simbolo della preghiera che ci ha tenuto uniti anche a distanza – non solo tra noi, ma in comunione con i cristiani di tutto il mondo – per questi lunghi mesi, affinché il Santo Rosario che il beato Bartolo Longo amava definire la “catena dolce che ci rannoda a Dio” continui ad alimentare la fiamma della nostra fede.

Sabrina Perrino

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