Angelo Crescenzo porta l’Agro alle Olimpiadi di Tokio

Angelo Crescenzo a Tokio per le Olimpiadi porta in alto il nome dell’Agro.
November 10, 2018 – Madrid, Spain – Italy s gold medallist Angelo Crescenzo poses on the podium after the Kumite male -60kg competition at the 24th Karate World Championships at the WiZink center in Madrid on November 10, 2018 The Karate World Championship WM Weltmeisterschaft in Madrid PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxONLY – ZUMAn230 20181110_zaa_n230_875 Copyright: xOscarxGonzalezx

di Danilo Sorrentino

Angelo Crescenzo, karateka cresciuto fra Sarno e San Valentino Torio, partecipa alle Olimpiadi di Tokio dopo aver ottenuto la qualificazione per due anni consecutivi a causa del Covid-19. In questa intervista racconta il suo sogno infranto e poi nuovamente riconquistato.

Un famoso film degli anni 50 s’intitola “L’uomo che visse due volte”. Angelo Crescenzo, 28enne karateka cresciuto fra Sarno e San Valentino Torio, è invece l’uomo che si è qualificato due volte. Già, perché per volare a Tokyo alle Olimpiadi ha dovuto ottenere la qualificazione per due anni consecutivi.

Cancellata l’edizione 2020 a causa del Covid, è venuto meno anche il suo diritto alla partecipazione, strappato nuovamente quest’anno nonostante una serie di difficoltà. Il sogno prima infranto e poi nuovamente conquistato, però, ha reso la partecipazione ai Giochi più entusiasmante e più sentita.

September 8, 2019, Tokyo, Japan: Darkhan Assadilov of Kazakhstan (blue) fights against Angelo Crescenzo of Italy (red) for the gold medal of the Male Kumite s -60 kg category at the Karate1 Premier League Tokyo 2019. The Karate1 Premier League is held from September 6 to 8 at the Nippon Budokan. The Karate will make its debut appearance at the Tokyo 2020 Summer Olympic Games, Olympische Spiele, Olympia, OS Darkhan Assadilov won the gold. Karate1 Premier League – Tokyo 2019 PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxONLY – ZUMAm191 20190908_zap_m191_006 Copyright: xRodrigoxReyesxMarinx
Col senno di poi, forse è stato meglio così…

«Il passaggio dall’essere qualificato a marzo 2020 al non aver più quel pass dopo qualche mese ha segnato la mia vita. Avevo realizzato quello che penso sia il sogno più ambito di ogni atleta, e dopo un po’ mi hanno svegliato», racconta Angelo con un misto di amarezza ma anche orgoglio. «Oggi a distanza di un anno posso dire con certezza che è stato molto meglio riconquistarlo per la seconda volta. Tutti questi mesi mi hanno fatto crescere, ho dovuto dimostrare prima a me stesso e poi al resto del mondo che anche dai momenti difficili si può uscire vincitori». 

Riesci a descrivere a parole cosa significa per un atleta arrivare alle Olimpiadi, fra l’altro nell’anno d’esordio del karate nell’espressione massima di una competizione sportiva?

«Quando nel 2003 ho iniziato a praticare karate non era uno sport olimpico, di conseguenza le Olimpiadi le guardavo in tv, passavo ore a seguire altri sport, con la tristezza nel cuore di non poter assistere ad un combattimento. Quando il karate è rientrato negli sport presenti alle Olimpiadi sapevo che sarebbe stata una possibilità unica e da quel momento Tokyo è diventato un mio obiettivo, che oggi dopo una lunga qualificazione posso dire di aver raggiunto. A volte faccio ancora difficoltà a realizzare ciò che sono stato capace di costruire negli ultimi anni, considerando anche la vittoria del titolo Mondiale a Madrid nel 2018. Il non aver realizzato penso sia dovuto al fatto che sono sempre alla ricerca di obiettivi più grandi, e per ora voglio continuare così».

Cosa ti aspetti, umanamente e non solo a livello agonistico, da questa avventura?

«A causa del Covid queste sono delle Olimpiadi molto particolari. Ma sono sicurissimo che le emozioni del Giappone saranno uniche. In queste competizioni il pubblico si concentra sulla gara, ma molte volte i risultati di un incontro si vincono ancora prima di salire sul tatami, come nel mio caso. Quando sei lì e devi essere capace di gestire quelle emozioni che cercano di affollarti la testa».

Il livello sarà altissimo…

«Il sistema di qualificazione ha fatto in modo che a Tokyo è presente solo l’elite del karate mondiale; questo assicura un livello unico, forse mai visto prima, dato che alcune categorie di peso sono del tutto nuove. Basta pensare alla mia categoria, la 60kg, che si vede unita a quella superiore dei 67kg. Alcuni atleti aspettano da anni questo esordio del karate alle Olimpiadi, per tanti è arrivato dopo che hanno smesso la pratica agonistica. Oggi io sono doppiamente orgoglioso di poter rappresentare, oltre che l’Italia, anche tutte queste persone che purtroppo non hanno avuto questa opportunità».

Avresti mai pensato che quel bambino di dieci anni che si avvicinò al karate sarebbe arrivato così in alto?

«Sicuramente no. Da piccolo ho sempre detto a me stesso che avrei raggiunto qualsiasi obiettivo ma, oggi, nel veder realizzato davvero tutto ciò, a volte mi sembra di sognare. Non è stato un percorso facile e ancora oggi preferisco restare lì concentrato sul prossimo obiettivo».

September 8, 2019, Tokyo, Japan: Darkhan Assadilov of Kazakhstan (blue) fights against Angelo Crescenzo of Italy (red) for the gold medal of the Male Kumite s -60 kg category at the Karate1 Premier League Tokyo 2019. The Karate1 Premier League is held from September 6 to 8 at the Nippon Budokan. The Karate will make its debut appearance at the Tokyo 2020 Summer Olympic Games, Olympische Spiele, Olympia, OS Darkhan Assadilov won the gold. Karate1 Premier League – Tokyo 2019 PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxONLY – ZUMAm191 20190908_zap_m191_007 Copyright: xRodrigoxReyesxMarinx
Un bel traguardo non solo per te, ma anche per la tua famiglia immagino…

«La mia famiglia ha avuto sicuramente un’importanza fondamentale in questa mia carriera. Partendo dall’inizio, quando mi ha accompagnato per la prima volta in palestra, fino ad arrivare ai giorni d’oggi, seguendo quotidianamente il mio lavoro. Sono le uniche persone che conoscono il “dietro le quinte” della mia vita, pronti in ogni momento a sostenermi soprattutto nei momenti più difficili».

Oltre a loro, c’è qualcun altro che vuoi ringraziare?

«Quando si arriva ai massimi livelli nello sport, ci si circonda di persone che collaborano per raggiungere traguardi condivisi. Un ringraziamento particolare voglio farlo alla Nazionale Italiana Fijlkam, al Gruppo Sportivo Esercito e alla Shirai Club S.Valentino. Loro rappresentano il team dietro ai miei risultati sportivi. Inoltre vorrei ringraziare tutte le persone che non hanno mai smesso di credere in me, perché mi hanno motivato ogni giorno a dare il 100% di me stesso e oggi mi rendono orgoglioso di aver ricambiato la loro fiducia».

Qual è il tuo legame con la tua terra? Non solo Sarno dove sei nato e cresciuto, ma anche San Valentino che ti ha accolto per i tuoi allenamenti.

«Io mi sento un po’ “figlio” di entrambe le città. Da piccolo sono cresciuto scolasticamente a Sarno, anche se mi allenavo a San Valentino. Il mio rapporto con queste due città è molto particolare, appena posso scappo anche solo per salutare al volo i miei amici o per una passeggiata. Naturalmente non è facile, tra raduni in nazionale e continue partenze che mi vedono in giro per il mondo a gareggiare, resta poco tempo per tornare a casa e godermi pienamente la mia terra».

Italian Angelo Crescenzo (R) celebrates his gold medal next to silver medalist Japanese Naoto Sago (L) after the Men s individual Kumite -60 kg competition at the Karate World Championships in Madrid, Spain, 10 November 2018. The 24th Karate World Senior Championships will take place in Madrid from 06 to 11 November 2018. Karate World Senior Championships in Madrid !ACHTUNG: NUR REDAKTIONELLE NUTZUNG! PUBLICATIONxINxGERxSUIxAUTxONLY Copyright: xJavierxLopezx _UBA1881JPG 20181110-636774831431630362
In un momento storico in cui lo sport è stato fermo per un lungo periodo, tanti ragazzi si sono chiusi ancor di più. Quali rischi può portare la pandemia?

«Sicuramente la pandemia ha cambiato la vita di tanti ragazzi. Lo vedo nei giovani che si allenano con me, che passano sempre più tempo in casa tra pc e videogiochi. Penso che tutto questo porti ad allontanarsi sempre più dai rapporti sociali, quei rapporti fondamentali soprattutto nella crescita dei giovani. 

Lo sport può avere un ruolo fondamentale per questi ragazzi, soprattutto in un momento come questo. Potrebbe rappresentare quel motivo per uscire di casa e passare del tempo con i propri amici, oltre al benessere fisico legato strettamente alla pratica sportiva. Spero che presto questa pandemia possa finire completamente e di vedere nuovamente i ragazzi divertirsi per strada o nelle palestre, lasciandosi alle spalle questi mesi».

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