I malati non si sentano soli e abbandonati

La Giornata nazionale del sollievo, istituita nel 2001 con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri, la cui XX edizione si celebra oggi
Riconciliazione e visita agli ammalati. La visita ad un anziano ricoverato in un hospice (Foto Alessandro Feltre/Sir)

Non sempre è possibile guarire, ma è sempre possibile curare, ossia prendersi cura, accompagnare, sostenere e sollevare il malato dalla paura e dal dolore. Da questa convinzione è nata la Giornata nazionale del sollievo, istituita nel 2001 con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri, la cui XX edizione si celebra oggi, domenica 30 maggio. A promuoverla il ministero della Salute, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Fondazione nazionale Gigi Ghirotti onlus, impegnata dal 1975 per una cura più umana e rispettosa dei bisogni delle persone colpite da tumore, con il sostegno dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute.

Vincenzo Morgante

“Dietro un malato c’è una persona che soffre. Prendersene cura, starle accanto, esserci per non farla sentire sola o abbandonata è una questione di umanità, ma esprime anche il livello di civiltà di una comunità e di un Paese”, dice al Sir il presidente della Fondazione, Vincenzo Morgante. E l’approccio, spiega, “deve essere al tempo stesso culturale e concreto”.

Per Morgante, che è anche direttore di Tv2000 e Radio Inblu, occorre infatti diffondere la cultura del sollievo. “Quest’anno la pandemia ci costringe ad una Giornata con iniziative limitate rispetto alle precedenti edizioni. Tra quelle che ci mancheranno maggiormente il concorso dedicato alle scuole ‘Un ospedale con più sollievo’ per sensibilizzare bambini, ragazzi e giovani alla scoperta e all’accettazione del malato, dell’anziano e in genere delle persone in difficoltà”.

Gigi Ghirotti

Tuttavia l’obiettivo della Fondazione rimane sempre quello indicato con il suo esempio da Gigi Ghirotti, dal quale prende il nome: un giornalista che, colpito nei primi anni Settanta dal linfoma di Hodgkin, “decise di raccontare con dolcezza, ma anche con determinazione professionale, la propria condizione conducendo un’approfondita inchiesta come ‘cronista dal tunnel della malattia’ nel mondo della sofferenza e del sistema sanitario di quegli anni, mettendone in luce le inadeguatezze, tra cui l’assenza di protocolli clinici uniformi, impegnandosi per un’umanizzazione delle cure e ispirando la prima riforma sanitaria”, racconta Morgante.

Gigi Ghirotti

Quale termine sceglierebbe se dovesse sintetizzare in una sola parola il concetto di sollievo? “Tenerezza. Come afferma Papa Francesco, il sollievo è soprattutto tenerezza nei confronti di una persona in un momento di particolare fragilità, e della sua famiglia che di fronte ad una patologia seria o ad una sentenza senza appello ‘si ammala’ insieme a lei. Il dolore non si combatte solo con i farmaci: occorrono anche umanità e prossimità con la consapevolezza di vivere per qualcosa di diverso da sé stessi. Per noi questo è un impegno civico”.

E “la tenerezza cui ci richiama il Pontefice – prosegue – mi sembra davvero la cifra della Giornata, perché laddove non si può guarire si può sempre curare, come ci ha ricordato il presidente Sergio Mattarella quando, a chiusura delle celebrazioni per i 100 anni della nascita di Ghirotti, lo scorso dicembre ci ha ricevuto al Quirinale”.

I malati e le cure palliative

La legge n. 38 del 15 marzo 2010, “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore, eppure due italiani su tre non la conoscono e a distanza di 11 anni viene ancora applicata a livello territoriale in modo disomogeneo, come evidenzia l’Osservatorio permanente per l’applicazione della legge 38/210 istituito presso la Fondazione Ghirotti. “Anche di questo – spiega Morgante – ci facciamo carico attraverso la sensibilizzazione delle Regioni, delle Asl, delle strutture mediche e dei singoli operatori sanitari con l’obiettivo di contribuire al miglioramento dell’accessibilità, dell’erogazione e delle diffusione di questi servizi”.

Le attività della Fondazione

Tra le iniziative della Fondazione il centro di ascolto telefonico nazionale gratuito con il numero 06 8416464, che mette a disposizione del malato oncologico e dei suoi familiari un team di psico-oncologi, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. “In questa fase di emergenza pandemica abbiamo registrato un’impennata delle chiamate con richieste di aiuto da parte di pazienti ai quali erano state rinviate le visite o che hanno avvertito il bisogno di un accompagnamento e sostegno nel loro percorso di malattia”, racconta il presidente.

E poi il network delle Città del sollievo, creato dalla Fondazione con il patrocinio dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), che raccoglie le città – grandi e piccole, ad oggi 30 – che si impegnano a coltivare buone pratiche e a promuovere la cultura del sollievo attraverso associazioni locali di volontariato, istituzioni sanitarie territoriali e scolastiche.

In occasione della Giornata, il Policlinico Gemelli ha promosso un doppio appuntamento: dopo il webinar di venerdì, questa mattina sul sagrato antistante l’ingresso principale, davanti alla statua di Giovanni Paolo II si terrà il concerto “Note di sollievo”, offerto dalla Banda musicale dell’Arma dei carabinieri; a seguire mons. Paolo Ricciardi, vescovo ausiliare della diocesi di Roma, presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa centrale dell’Università Cattolica.

Nel “foglietto” della domenica che i fedeli troveranno in tutte le chiese italiane ci sarà un box dedicato alla Giornata. Atteso, come ogni anno, il ricordo e il sostegno del Papa in occasione della preghiera dell’Angelus. Perché, come scrisse Gigi Ghirotti, “l’importante, sia durante la vita sia di fronte alla morte, è non sentirsi abbandonati e soli”.

Giovanna Pasqualin Traversa/Sir

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