“Il cognome delle donne”: la rivoluzione della forza delle donne

Rosa, Selma, Patrizia, Lavinia e Marinella: una storia di donne, che parte dal presente e torna al passato, e si proietta sul futuro.

Sicilia, primi del Novecento: nasce Rosa che dà il via ad un racconto familiare tutto al femminile, tracciato dall’amore, dal dolore e della gioia. Una stirpe che va avanti grazie a figure tenaci e resilienti, che mai si abbandonano alla disperazione, ma lottano giorno dopo giorno per affermare la loro volontà, i propri sentimenti e la vita che si rigenera. Nasceranno altre donne, figlie e a loro volta madri, che riceveranno questa impronta nella loro traccia genetica, e porteranno avanti il loro cognome.

Le storie di queste donne si intrecciano con un Italia, dal primo dopoguerra agli anni Ottanta, portando alla luce una società dapprima oppressa e molto chiusa, specialmente nella considerazione della donna; man mano col passare degli anni le cose cambiano, arriva il benessere dopo i sacrifici e le carestie, ed anche le menti cominciano ad evolversi e ad aprirsi verso un universo femminile sempre più forte e di valore.

Scorrendo le pagine del libro, attraverso queste donne che combattono e mai si arrendono, nonostante tutto sia contro i loro progetti, troviamo l’essenza stessa della figura femminile, da sempre emblema di lotta, ma anche sopruso e violenza.

Siamo troppo spesso abituati oggi ad ascoltare e vedere scene crudeli ed inumane contro donne che cercano semplicemente la propria strada, intraprendendo una lotta continua contro pregiudizi e usi ormai troppo lontani dalla società moderna. La resilienza e la forza dell’animo femminile spesso spaventano, forse perché c’è ancora un residuo insito nell’animo di reminiscenza passata, quando la società si poggiava sul padre-padrone, il capofamiglia.

La forza delle donne è vita nuova, qualcosa che può contribuire al benessere e al miglioramento di tutti, dalla famiglia, ai settori lavorativi, al mondo del sociale.

La donna che ha nel proprio patrimonio genetico la tenacia e la voglia di lottare, di affermare il proprio ruolo e contribuire ad un mondo migliore, spesso più gentile e delicato. La donna che spesso viene paragonata ad un fiore, per la bellezza e la delicatezza, ma anche perché lo stesso fiore è una nuova vita che sboccia, in primavera.

In questo giorno, 8 marzo, ricorre la Giornata internazionale della donna, per sottolineare l’importanza dei diritti delle donne, l’uguaglianza di genere, l’abolizione di ogni discriminazione e violenza; un’emancipazione arrivata tardi ma che ancora oggi lotta contro menti che ancora uccidono, torturano, umiliano donne.

“Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

i capelli diventano bianchi,

i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.

Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…

insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!” (santa Teresa Di Calcutta)

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