Serata evento questa sera al cinema Sala Roma di Nocera Inferiore dove sarà proiettato il documentario “Carlo Acutis. Il giovane santo” diretto da Luca Salmaso. Previsti due spettacoli, alle ore 18.30 e alle ore 20.30.
Il docu-film è stato realizzato con il favore della famiglia da Officina della Comunicazione, Our Films e Nexo Digita.
Scritto da Elisabetta Sola e Nicola Salvi, il documentario si muove tra l’ordinario e lo straordinario, proprio come la vita del giovane santo. Il film parte dal momento della canonizzazione, il 7 settembre 2025, presieduta da papa Leone XIV, per riavvolgere il nastro dei ricordi sugli anni di vita, intrecciandoli con l’eredità spirituale di Carlo Acutis oggi.
Punto di forza sono le testimonianze, che si alternano alla voce narrante, quella di Carlo: a fornirne un vivido ritratto sono i volti e le parole di chi lo ha conosciuto, lo ha accompagnato nella crescita ed è stato toccato dal suo carisma. Anzitutto i genitori, cui si aggiungono la nonna materna Luana Pennino, il domestico Rajesh Mohur, la maestra delle elementari Elisa Tattanelli e il parroco, mons. Gianfranco Poma. E ancora le parole cariche di tenerezza degli amici d’infanzia Mattia e Jacopo Pastorelli, increduli che il loro amico Carlo sia un santo.
Nel racconto c’è anche la testimonianza della studentessa costaricana Valeria Vargas Valverde, protagonista del miracolo di guarigione legato alla canonizzazione.
Sguardi e parole densi di emozione, puntellati da sorrisi, dalla gioia di aver compiuto un tratto di strada insieme al ragazzo santo, che andava veloce, sorprendentemente veloce: «Carlo era un bambino che correva avanti il tempo. Anticipatario in tutto, anche nella fede», ripete spesso la mamma Antonia.
Un documentario biografico-agiografico, ma non convenzionale. L’ossatura del racconto la fanno i ricordi, insieme ai materiali privati, foto e video, messi a disposizione dalla famiglia perché emergesse non un’immagine da “santino” patinato e distante, ma quella di un ragazzo normalissimo, come tanti, che però ha avuto una vita singolare, acceso da una fede luminosa e gioiosa. Contagiosa. I primi destinatari del film sono infatti i giovani, in Italia e all’estero: Carlo viene proposto come uno di loro, che può essere d’esempio per ciascuno.
Un film lineare e arioso, profondo e pregevole, mosso dal desiderio di restituire un ritratto autentico di un giovane santo della porta accanto. Raccomandabile, realistico-poetico, per dibattiti.
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