Lo scorso 28 ottobre ci ha lasciati Luigi Giangiacomo. Era per tutti “il bancario”, ma per chi aveva la fortuna di lavorare o collaborare con lui era semplicemente Giggino. Aveva una tempra forte, una battuta sagace e l’età non appassiva la sua lucidità. I suoi interessi erano molti e la sua competenza riconosciuta da tutti, tanto che, nonostante fosse in pensione, ricopriva ruoli di grande responsabilità: tra i tanti, amministratore di condominio, consigliere d’amministrazione della Fondazione San Michele e membro del direttivo di un partito politico.
Ricordiamo con affetto e gratitudine tutto ciò che ha fatto e significato per la nostra Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno e, soprattutto, per la Caritas diocesana.
Sempre attento e disponibile, già con padre Terenzio Soldovieri, direttore della Caritas diocesana ai tempi della frana di Sarno, aveva collaborato sporadicamente quando ancora lavorava in banca. Una collaborazione occasionale anche con i direttori successivi, don Michele Fusco e don Edoardo Tafuto, che poi si è consolidata con l’arrivo in Caritas di don Alessandro Cirillo.
Ormai in pensione, Giggino si è dedicato alla Caritas di Nocera Inferiore – Sarno con amore e passione. «Ringrazio il Signore per la fortuna che ho avuto di avere Giggino al mio fianco – racconta don Alessandro Cirillo, direttore della Caritas diocesana dal 2008 al 2018 – perché è sempre stato un uomo di grande disponibilità. La sua esperienza e i suoi consigli sono stati preziosi».
Grazie alle sue competenze e conoscenze, è riuscito a portare in Diocesi la Fondazione San Giuseppe Moscati, una realtà dedicata alla prevenzione dell’usura, uno strumento fondamentale per il contrasto alla criminalità, soprattutto negli anni a cavallo del primo decennio del 2000. Tante furono le famiglie che in quel periodo si rivolsero alla Caritas: Giggino le seguiva fin dal primo ascolto, accompagnandole nel percorso che le avrebbe liberate dall’usura.
«Sono tante le famiglie che in quel periodo chiedevano il nostro aiuto – aggiunge don Alessandro –; ricordo in particolare un ragazzo di Angri che era caduto nelle mani di malavitosi per saldare alcuni debiti della sua attività commerciale. Dopo un lungo accompagnamento, è riuscito a uscirne e a ripartire con la sua attività».
Luigi Giangiacomo si occupava anche del Prestito della Speranza, uno strumento che la CEI, negli anni passati, ha messo a disposizione di chi non riusciva ad accedere al credito bancario, e che è stato una vera boccata d’ossigeno per tante famiglie in difficoltà.
«Giggino era un uomo buono; tante volte, di tasca sua, ha aiutato chi aveva bisogno» sottolinea don Alessandro. Ai suoi funerali, infatti, non sono mancati i saluti di alcuni utenti della Caritas diocesana, che in Giggino hanno trovato non solo un uomo generoso, ma anche consigli e dritte per migliorare la loro condizione di vita. Un uomo che ha lasciato un ricordo indelebile in chiunque l’abbia incontrato.
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Grazie per aver ricordato mio nonno con queste splendide parole