In 18 Paesi del mondo al servizio dell’evangelizzazione, dell’educazione e della formazione umana dei giovani, con una grande attenzione alle fasce più povere e a rischio della popolazione. Un carisma ereditato dal fondatore, sant’Alfonso Maria Fusco, per accompagnare la società a essere strumento di giustizia, di pace e di carità.
La missione delle suore Battistine continua a radicarsi nel mondo, suscitando nuove vocazioni, grazie al suo essere vicina al prossimo, accanto a chi ha bisogno. Numerose le esperienze che arrivano dalle comunità sparse in tutto il pianeta. Hanno destinatari talvolta diversi e si sviluppano in contesti molto eterogenei, tuttavia, hanno un’unica e profonda radice piantata nel Vangelo e nel carisma del Fondatore.
Lo sperimentano nelle case dell’Italia, della Polonia e del Madagascar, così come in Messico, negli Stati Uniti, in Canada, nella Moldova e ad Haiti, anziché in Brasile, Zambia, Malawi, Sud Africa, Camerun, Cile, India, Filippine, Corea e Vietnam.
Dallo Zambia arriva l’esperienza della St. Joseph’s School for the Deaf (Scuola per sordi San Giuseppe) che aiuta i ragazzi sordomuti a ritrovare la speranza. Un servizio avviato nel 1972 in collaborazione con il governo zambiano per far fronte alle urgenze della crescente popolazione di bambini sordi. L’istituto si trova a Lufwanyama e in quasi 50 anni ha guadagnato con merito la fama di centro di eccellenza nell’Africa meridionale.
Il Global Sister Report, giornale online dello statunitense National Catholic Reporter, ha raccolto le voci di chi vive il St. Joseph. Claude Kayonga ha raccontato: «Quando ci ho messo piede per la prima volta mi chiedevo se ce l’avrei fatta. Oggi, come insegnante di matematica, passo ogni giorno a ricordare ai miei studenti che possono farcela». Cresciuto sordo, è arrivato alla scuola battistina in terza elementare. Gli si è aperto un mondo fino al diploma; oggi aspira a conseguire una laurea. Da alunno a docente: «Le suore ci hanno sempre spronato a studiare sodo e a inseguire i nostri sogni. Oggi, sto facendo proprio questo: vivo il mio sogno insegnando e facendo da mentore a bambini con problemi di udito».
Kabwe Mukuka, diciassettenne di Chingola, ritiene che la scuola abbia ridefinito il suo percorso di vita: «Sono arrivata qui confusa e mi sentivo isolata dopo aver perso l’udito a causa di malattie infantili. Ma fin da piccola, questa scuola mi ha offerto un luogo sicuro dove crescere, imparare e capire che non sono sola».
La direttrice della scuola, suor Charity Kaloto, ha affermato: «Il nostro lavoro qui consiste nell’offrire un’istruzione completa ai bambini sordi e ipoacusici, seguendo il programma scolastico governativo standard, e al contempo integrarli nella fede cattolica, offrendo istruzione religiosa e sacramenti direttamente nella lingua dei segni». L’istituto ha grandi potenzialità, ma il retaggio culturale pesa sull’emancipazione dei bambini: «Molti genitori tengono i propri figli nascosti in casa a causa dello stigma sociale, non li mandano a scuola». Purtroppo, si opera al di sotto della capacità di accogliere 15 studenti per classe: «Dobbiamo raggiungere queste famiglie affinché più bambini possano ricevere un’istruzione», ha auspicato suor Charity.
Con il sostegno alle suore battistine si porta avanti il carisma del fondatore e si realizza la sua profezia: «Vorrei che anche la mia ombra potesse fare del bene». In Zambia come negli altri Paesi di missione avviene proprio questo.
Il miracolo della beatificazione
Lo Zambia è un Paese baciato dal carisma battistino. Il miracolo che portò alla beatificazione, 25 anni fa, il 7 ottobre 2001, riguardò la guarigione di Gershom Chizuma nel 1998, quando aveva 4 anni. Il piccolo fu colpito da malaria cerebrale infantile gravissima, accompagnata da coma prolungato, stato di male epilettico, polmonite e setticemia. Le condizioni disperate spinsero le suore battistine presenti sul posto a invocare l’intercessione del Fondatore. La guarigione fu completa, improvvisa e ritenuta scientificamente inspiegabile dai medici.

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