TESIS, sviluppo e ricerca al servizio della comunità

Calcestruzzo realizzato con materiali riciclati: si consumano meno acqua e prodotti naturali. L’ingegneria strutturale per una edilizia sostenibile. È l’esperienza di studio applicata ai materiali portata avanti da TESIS, PMI innovativa nata come spin-off accademico dell’Università di Salerno.
I fondatori di TESIS: Enzo Martinelli, Marco Pepe e Carmine Lima

Quando si parla di edilizia non sempre si riescono a conciliare temi come ambiente e sostenibilità. Innanzitutto, c’è la difesa e la tutela del suolo. Consumarne meno sta diventando un imperativo dei governi locali e nazionali. Ciò non vuol dire non costruire. Soprattutto le infrastrutture pubbliche, ma anche quelle civili, devono rispondere ad una continua e costante richiesta di innovazione sia in termini ecosistemici sia economici.

Qual è la risposta? Si interviene principalmente sui materiali. Team di ricerca sono al lavoro per studiarne e provarne di nuovi. Si inserisce in questo filone il lavoro di TESIS: innovativa e giovane realtà nata come start-up e spin-off accademico dell’Università degli Studi di Salerno.

Tecnologie Emergenti a Servizio dell’Ingegneria Strutturale (TESIS, ndr) si propone di fornire prodotti e servizi a supporto di questo settore. La società nasce da una iniziativa imprenditoriale di Enzo Martinelli, ordinario di Tecnica delle Costruzioni, e dei ricercatori di Tecnica delle Costruzioni Carmine Lima e Marco Pepe a valle di anni di attività di ricerca svolte presso il dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno.

I tre fondatori spiegano che la mission di TESIS è «promuovere l’impiego di materiali da costruzione innovativi e sostenibili (anche basati sull’impiego di costituenti riciclati), l’utilizzo di metodologie emergenti per la diagnostica e il monitoraggio strutturale e lo sviluppo di strumenti avanzati di simulazione per l’analisi di problemi complessi nell’ambito delle strutture ed infrastrutture».

Quali attività portate avanti?

«Si tratta di azioni realizzate prevalentemente in ambito regionale e nazionale, ma hanno rilevanza a livello internazionale sia per le tematiche trattate che per le effettive collaborazioni sviluppate negli ultimi anni con enti di ricerca e imprese europee ed extra-europee».

Un esempio?

«In risposta all’esigenza di un’industria edilizia sempre più attenta ai temi della sostenibilità, la nostra società sta sviluppando alcune soluzioni innovative relative a sistemi strutturali modulari e decostruibili che possono essere riutilizzati in nuovi contesti al termine della vita utile. In questo ambito, ad esempio, TESIS sta attualmente lavorando su tre progetti rilevanti in ambito europeo, finanziati nell’ambito dei programmi Horizon Europe (Circ-Boost, Carbcomn) e RFCS (Time-Less)».

Quanto è essenziale l’innovazione tecnologica nel vostro settore?

«Il settore delle costruzioni contribuisce in modo significativo alle emissioni di gas serra a causa dell’elevato consumo di energia e della domanda di materie prime. Per queste ragioni, negli ultimi anni sono stati condotti, a livello globale, diversi studi finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale dei processi di produzione del calcestruzzo, che rappresenta il materiale più utilizzato al mondo dopo l’acqua».

Ci sono soluzioni?

«Sì, spesso nella sostituzione parziale/totale dei costituenti convenzionali “naturali” con quelli riciclati. Ciò consente di raggiungere un duplice obiettivo: ridurre la domanda di materie prime e la quantità di rifiuti da smaltire».

C’è un cambio di paradigma.

«Le innovazioni tecnologiche stanno favorendo una trasformazione del settore delle costruzioni sia relativamente ai materiali impiegati che alle nuove tecniche costruttive, come la stampa 3D o la realizzazione di strutture modulari decostruibili. In questo contesto, si inquadrano le attività di trasferimento tecnologico (o terza missione) delle istituzioni accademiche finalizzate alla condivisione ed alla valorizzazione produttiva delle conoscenze con il coinvolgimento di tutti gli attori del mondo accademico ed industriale, promuovendo azioni di imprenditorialità accademica e implementazione di rapporti di collaborazione con enti e imprese del territorio nazionale ed internazionale».

E così si può toccare con mano cosa fa l’ingegneria per la collettività?

«A questo punto è forse più facile comprendere quanto l’ingegneria sia, in realtà, vicina alla vita di tutti i giorni. La ricerca e l’innovazione nel settore delle costruzioni non rimangono confinate nei laboratori o nei progetti degli addetti ai lavori, ma si traducono progressivamente in soluzioni che riguardano gli spazi che abitiamo, le infrastrutture che utilizziamo e il modo in cui consumiamo le risorse. Materiali più sostenibili, tecniche costruttive innovative, strumenti per la diagnostica e il monitoraggio delle strutture e sistemi pensati per essere riutilizzati sono esempi concreti di come il progresso ingegneristico possa incidere sulla quotidianità, anche quando la sua presenza non è immediatamente visibile».

Possiamo inquadrare in questo contesto il valore del trasferimento tecnologico?

«Nella trasformazione di conoscenze e risultati della ricerca in applicazioni capaci di rispondere a esigenze reali. L’esperienza di TESIS si inserisce in questa prospettiva, mettendo in relazione ricerca, innovazione e mondo produttivo per sviluppare soluzioni più sicure, sostenibili e adatte alle esigenze del futuro».

In definitiva, l’ingegneria, e in particolare quella Civile, può sembrare lontana perché spesso non vediamo ciò che sta dietro alle tecnologie che utilizziamo; «eppure è proprio attraverso queste tecnologie che contribuisce, ogni giorno, a rendere più sicuri, efficienti e sostenibili gli ambienti in cui viviamo», rimarcano Martinelli, Lima e Pepe.

Salvatore D’Angelo

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