Gerardo Califano, una cena solidale con O.R.A. per sostenere la ricerca oncologica

La sua memoria continua a vivere nei ricordi della famiglia e degli amici che il 16 ottobre hanno organizzato una cena per sostenere la ricerca oncologica
Gerardo Califano

«Gerardo vive nei gesti d’amore». È così che Annamaria De Felice, insieme ai figli Paola e Alfonso, ricorda il marito Gerardo Califano, morto un anno fa dopo aver affrontato una dura e lunga battaglia con il tumore. Perché la sua memoria non svanisca, Annamaria ha deciso di organizzare una cena solidale.

I contributi serviranno a sostenere l’associazione “O.R.A. – Oncologia, Ricerca e Assistenza”, presieduta dal professore Giuseppe Di Lorenzo. L’appuntamento è per il 16 ottobre, giorno dell’onomastico di Gerardo, alle 20, al ristorante Sce Scè di Sant’Egidio del Monte Albino.

Sarà un’occasione per ricordare Gerardo Califano, parlare di prevenzione oncologica, ma anche per richiamare la speranza che iniziative come queste provano ad alimentare. Speranza nella ricerca, nelle cure, nello stare accanto ai malati e ai loro familiari. Una cena allietata dalla musica di Alfonso Calandra.

Gerardo Califano con la moglie Annamaria e i due figli Alfonso e Paola

Gerardo Califano era un meccanico, gestiva un’autofficina a Pagani insieme ai due collaboratori, Enzo e Giovanni, che tuttora portano avanti l’attività.

Scoprì la malattia undici anni fa. Si trattava di una neoplasia renale che fu gestita e operata al Policlinico dal professore Vincenzo D’Alessandro. L’anno successivo furono scoperte delle metastasi al pancreas.

Nonostante tutto, Gerardo ha continuato a lavorare e a vivere con e per la sua famiglia: «Ha gestito questo peso condividendolo con la famiglia. Ha lavorato finché ha potuto. È stato sempre accanto a me e ai figli, facendo sì che si laureassero e compissero i loro desideri», ricorda la moglie.

Un decennio vissuto appieno nonostante la malattia: «Con la diagnosi di metastasi al pancreas – rivive con emozione Annamaria – le speranze non erano buone, ma fu preso in cura dal professore Giuseppe Di Lorenzo e dal dottore Carlo Buonerba, che non smetterò mai di ringraziare, restando con noi per altri dieci anni».

Grazie ai medici

Un percorso sicuramente in salita, che però ha sempre trovato i giusti sostegni: «Ringrazio specialmente il centro “Padre Pio”, dove è stato sottoposto alle varie indagini diagnostiche, e la dottoressa ecografista Maria Teresa Infantile. La ritengo un angelo, la potevi chiamare a tutte le ore, sempre disponibile, ci ha sostenuto a livello psicologico ed emotivo. Grazie anche al dottor Gaetano Pellegrino e al Laboratorio Cannella», sottolinea Annamaria.

Un percorso costellato di tanti medici speciali: «Ringrazio il dottore Gerardo Varone, nostro medico di famiglia finché non è andato in pensione: rispondeva a ogni telefonata, impeccabile e preciso. E il dottor Gianmarco Grimaldi, che l’ha sostituito, un professionista sempre vicino e disponibile fino agli ultimi momenti di Gerardo. Grazie anche al dottor Cesare Guida dell’Ospedale del Mare; al cardiologo Giuseppe D’Ambrosio, la dermatologa Raffaella Manzo e la psicologa Francesca Cappuccio».

Il ricordo e il ringraziamento della moglie vanno anche al medico Francesco La Mura: «Ogni volta che ci recavamo al Pronto soccorso dell’Umberto I di Nocera Inferiore, e ci siamo stati tante volte, quando trovavamo lui ci accoglieva con grande garbo, amore e professionalità».

Il rapporto con la parrocchia San Sisto II

Ma Gerardo Califano non è stato solo un ottimo meccanico, un padre e marito esemplare, nonché un bravo paziente.

La sua presenza era un riferimento nella parrocchia di San Sisto II di Pagani, dove lo scorso 27 settembre c’è stata una Messa in suffragio a un anno dalla sua morte. «In parrocchia non mancava mai – continua Annamaria – era sempre partecipe e disponibile con tutti. Si è sempre affidato a Dio».

Una persona davvero speciale. «Era altruista e sempre disponibile. Nonostante la malattia ha sempre combattuto, non si è mai arreso. È stato vicino a tutti, si metteva nei panni degli altri quando stavano male. Ha avuto paura, ma su tutto aveva la forza di andare avanti per i figli e per me; un qualcosa di grande. Un uomo meraviglioso, marito impeccabile e padre stupendo», le parole della moglie.

Insieme per la ricerca nel nome di Gerardo

Il 16 ottobre sarà l’occasione per rivivere questi ricordi e raccogliere fondi per sostenere la speranza di tanti ammalati che si affidano alle cure e alle ricerche dei medici dell’Oncologia dell’ospedale “Andrea Tortora” e al sostegno dei volontari di “O.R.A.”. Per informazioni e prenotazioni: Annamaria De Felice, 393 502 8960.

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