Ad limina Apostolorum, i vescovi della Campania dal Papa

Diocesi in fermento per la visita ad limina che si terrà dall’8 al 12 aprile in Vaticano. Le Chiese particolari della Campania hanno preparato una relazione da consegnare al Santo Padre. Nei giorni in Vaticano ci saranno riunioni con i Dicasteri, celebrazioni e l’incontro con papa Francesco.
Vaticano, 31 gennaio 2024: udienza generale di Papa Francesco in Aula Paolo VI – foto SIR/Marco. Calvarese

Ad limina Apostolorum, cioè alle soglie degli Apostoli, alle tombe dei santi Pietro e Paolo, è il termine con il quale si caratterizza la visita che ogni cinque anni i vescovi del mondo compiono a Roma, incontrando papa Francesco.

Ad aprile sarà il turno della nostra Diocesi, insieme a tutte le Chiese della Campania. Un appuntamento che si inserisce nell’ambito della visita generale delle Chiese che sono in Italia iniziata lo scorso gennaio. 

In realtà è da molto più tempo che i vescovi campani, e quelli italiani, non compiono questo atto. L’ultima volta è stato nel 2013. All’epoca, era il primo febbraio del 2013, monsignor Giuseppe Giudice fu ricevuto da papa Benedetto XVI che dopo pochi giorni si sarebbe dimesso da Pontefice. Dunque, quella che si terrà dall’8 al 12 aprile è la prima visita con Francesco.

Papa Benedetto XVI con il vescovo Giuseppe in occasione della visita ad limina nel 2013
Papa Benedetto XVI con il vescovo Giuseppe in occasione della visita ad limina nel 2013

Nello specifico, l’incontro con il Pontefice è in programma il giorno 10 aprile.

Si tratta di momenti particolari in cui i presuli riferiscono al Papa sull’andamento delle loro diocesi per avere indicazioni e risposte. Questa visita, sottolinea la Costituzione apostolica Praedicate evangelium, rappresenta «il momento più alto delle relazioni dei pastori di ciascuna Chiesa particolare e di ogni Conferenza episcopale e di ogni Struttura gerarchica orientale con il Vescovo di Roma.

Egli, infatti, ricevendo i suoi fratelli nell’episcopato, tratta con loro delle cose concernenti il bene delle Chiese e la funzione pastorale dei vescovi, li conferma e sostiene nella fede e nella carità. In tal modo si rafforzano i vincoli della comunione gerarchica e si evidenziano sia la cattolicità della Chiesa che l’unità del Collegio dei vescovi».

La visita, prosegue Praedicate evangelium, si articola in tre momenti principali: il pellegrinaggio ai sepolcri dei principi degli apostoli, l’incontro con il Romano Pontefice ed i colloqui presso i dicasteri e gli organismi di giustizia della Curia romana.

Parlando delle visite che stanno compiendo le Diocesi italiane in apertura dell’ultimo Consiglio permanente, il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi, ha detto che rendono «ancora più manifesta la collegialità quale dimensione necessaria e insostituibile per la Chiesa sinodale».

«Anche le Conferenze episcopali, nelle quali ci è dato di vivere la comunione tra noi vescovi e la missione in seno ad un medesimo territorio – ha aggiunto Zuppi -, si inseriscono in questo movimento sinodale. Il nostro venire a Roma è, pertanto, un’opportunità per portare ad limina Petri la ricchezza, la bellezza, ma anche le fatiche dei nostri vissuti ecclesiali e del nostro camminare insieme. Allo stesso tempo, incontriamo il Vescovo di Roma per condividere con lui le sfide odierne per l’annuncio del Vangelo, accogliendo come consegna la sua parola per tutte le nostre Chiese. E tutto questo in uno stile di grande franchezza, requisito essenziale per una Chiesa che voglia essere tutta sinodale».

In queste settimane ciascun Vescovo è chiamato a stendere una relazione sullo stato della Diocesi, che poi è consegnata a ridosso della visita ad limina.

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