Mons. Mario Vassalluzzo: la presentazione del libro in suo ricordo

In occasione del decimo anniversario della scomparsa, questa mattina è stato presentato presso la Curia vescovile di Nocera Inferiore il libro “Don Mario Vassalluzzo – Pastore secondo il Concilio”
Il tavolo dei relatori in occasione della presentazione del libro – foto S. Alfano

Dieci anni fa ci lasciava mons. Mario Vassalluzzo. Uomo del Cilento, nativo di Casal Velino, ma protagonista e cittadino dell’Agro nocerino-sarnese, la cui Chiesa diocesana ha servito per decenni.

In occasione del decimo anniversario della scomparsa, questa mattina è stato presentato presso la Curia vescovile di Nocera Inferiore il libro “Don Mario Vassalluzzo – Pastore secondo il Concilio”.

Un doveroso tributo al decano del giornalismo cattolico della nostra Diocesi, vicario generale, direttore del Bollettino diocesano e primo direttore responsabile del giornale Insieme, rivista figlia del Sinodo diocesano che ha accompagnato con autorevolezza e paternità.

A tracciare un profilo di mons. Mario Vassalluzzo, moderati da Salvatore D’Angelo, sono stati gli autori dei contributi pubblicati all’interno del libro pubblicato da D’Amato Editore e da Insieme.

Un momento trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Insieme.

Il ricordo di mons. Giudice

Ad aprire la mattinata, che aveva lo scopo di mettere in comune diversi ricordi personali del sacerdote, è stato il vescovo Giuseppe Giudice.

Il Pastore diocesano ha detto che il fiore della gratitudine non è sempre presente nei nostri giardini e ha ricordato alcuni momenti vissuti con mons. Vassalluzzo.

«Quando sono arrivato in Diocesi – ha detto il Vescovo – fui accolto da don Mario che mi consegnò un biglietto fotocopiato, sopra c’era scritto: “Sicut Christus dilexit Ecclesiam”. Aveva ricevuto la frase, tratta dalla Lettera di San Paolo agli Efesini, dall’abate nel giorno della sua ordinazione sacerdotale».

Frase che mons. Giudice aveva scelto come motto episcopale. «Quel giorno ho compreso meglio che se non ci mettiamo in ascolto del Verbo, non possiamo comunicare nulla».

Il ricordo di mons. Alfano

«Don Mario era un sacerdote umile, che non faceva mai pesare la sua autorevolezza e cultura», ha detto mons. Francesco Alfano, arcivescovo della Diocesi di Sorrento-Castellamare.

«Ero giovane sacerdote di Santa Maria delle Grazie ed ero appena tornato da un gemellaggio con l’America – ha raccontato –, avevo scritto un diario e gli chiesi un consiglio su come diffonderlo. Don Mario andò oltre la mia richiesta, non solo mi aiutò nella pubblicazione, ma inserì il racconto del viaggio nel Bollettino diocesano».

Ha ricordato poi i giorni precedenti alla sua nomina episcopale: «Furono pieni di gioia, tuttavia eravamo chiamati al silenzio. Sono certo che in quella settimana don Mario avrebbe voluto dirmi tante cose, ma non mi cercò. Fu quello il modo che scelse per accompagnarmi, con il silenzio e la preghiera».

Don Silvio Longobardi: don Mario e la comunicazione

Ai tasselli dei ricordi che hanno composto come un puzzle alcuni frammenti della vita di don Mario si sono aggiunti quelli di don Silvio Longobardi.

Copertina del libro “Don Mario Vassalluzzo – Pastore secondo il Concilio”

«Giovane sacerdote, ero appena rientrato in Diocesi dopo la Licenza in Teologia morale conseguita a Roma presso l’Accademia Alfonsiana quando don Mario mi propose la direzione dell’Ufficio Comunicazioni sociali. Io rifiutati. Più avanti ho compreso che aveva visto lontano, perché per anni mi sono occupato di comunicazione. Mentre lavoravamo al progetto editoriale di Insieme, don Mario manifestò con lealtà le sue perplessità, temeva che non ci sarebbero state le risorse per sostenere il progetto. Ma quando poi cominciammo questa avventura, non ci fece mancare il suo fattivo sostegno».

Ha aggiunto anche un ricordo più personale. Una volta chiese a don Mario di aiutarlo a sviluppare l’opera che la Fraternità di Emmaus sta realizzando in Burkina Faso.

«Don Mario mi incoraggio ma mi disse che durante la sua vita non aveva messo nulla da parte per sé. Tuttavia poteva aiutarmi. Infatti, mi mise in contatto con la signora Rosa Ciancio, di Roccapiemonte, che ha destinato all’opera una parte della sua eredità, con la quale è stata realizzata la Maison de Rose, un luogo accogliente e familiare per accogliere i bambini più piccoli (2-5 anni) per donare loro uno spazio di aggregazione e di gioco, la possibilità di lavarsi e di mangiare un pasto nutriente. All’ingresso vi sono due foto, una della signora Rosa e l’altra di don Mario. Quell’opera è stata indirettamente sostenuta anche da lui».

L’impegno sociale e civile secondo il prof. Palmisciano

Anche il professore Giuseppe Palmisciano, che nel testo ha tracciato l’impegno politico di mons. Vassalluzzo, ha ricordato il primo incontro con il sacerdote avvenuto nell’archivio di Episcopio e l’incoraggiamento ricevuto a continuare lo studio e l’approfondimento del rapporto tra Chiesa e del movimento cattolico nel Mezzogiorno.

«Lo poniamo con umiltà nelle mani del lettore affinché possa cogliere l’occasione per rendere grazie per la vita e l’opera dell’indimenticato mons. Mario Vassalluzzo», si legge nella postfazione della redazione di Insieme che ha ideato e seguito lo sviluppo dell’opera.

Il volume contiene anche il contributo di mons. Carmine Citarella sul profilo di don Mario quale studioso e storico.

All’incontro di questa mattina presente anche Salvatore Campitiello, presidente dell’Assostampa Campania Valle del Sarno, di cui mons. Vassalluzzo è stato socio fondatore.

Dopo la presentazione in Curia, è in corso di organizzazione un altro incontro a Roccapiemonte, città di adozione di mons. Vassalluzzo.

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