Ue: prime norme sulla lotta alla violenza contro le donne

Gli Stati membri avranno tre anni per attuare le disposizioni.
foto SIR/Marco Calvarese

I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio Ue hanno raggiunto a Strasburgo, dove si sta svolgendo la sessione plenaria del Parlamento europeo in programma fino all’8 febbraio, l’accordo provvisorio sulle norme per combattere la violenza di genere e proteggere le vittime, in particolare le donne e le vittime di violenza domestica.

Per la prima volta ci saranno norme a livello europeo sulla criminalizzazione di alcune forme di violenza di genere e un migliore accesso alla giustizia, alla protezione e alla prevenzione.

Agli Stati membri è affidato ora il compito della sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul fatto che il sesso non consensuale è considerato un reato penale. L’accordo comprende misure per prevenire lo stupro, norme più severe sulla violenza informatica e un migliore sostegno alle vittime.

Inoltre, è stato aumentato l’elenco delle circostanze aggravanti per i reati, compresi i crimini contro una figura pubblica, un giornalista o un difensore dei diritti umani, l’intento di punire le vittime per il loro orientamento sessuale, genere, colore della pelle, religione, origine sociale o convinzioni politiche e l’intento di preservare o ripristinare “onore”.

Sono presenti norme contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati. Nello specifico anche norme per i reati online, compreso il rilascio di materiale intimo e il cyberflashing.

Migliorate le procedure per la sicurezza e la salute delle vittime, tenendo conto della discriminazione intersezionale e dell’accesso all’assistenza sanitaria, compresi i servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva.

Migliorata anche la segnalazione e raccolta di prove da parte delle autorità. Su insistenza del Parlamento europeo, la Commissione europea riferirà ogni 5 anni sull’opportunità di rivedere le norme.

Adesso il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno approvare formalmente l’accordo, così che le nuove norme possano entrare in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Gli Stati membri avranno tre anni per attuare le disposizioni.

Marco Calvarese

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