L’Italiano

Spesso ne sentiamo parlare come se fosse sotto attacco, ma davvero la lingua italiana è in pericolo? Ne parliamo in “Ricreazione”.

Dalla proposta di legge per la tutela e la promozione della lingua italiana di Fabio Rampelli all’istituzione di un Consiglio superiore della lingua italiana prospettata dal sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti: ma davvero la nostra lingua è in pericolo?

Cerca di far chiarezza Rita Librandi, Accademica ordinaria della Crusca, dove è responsabile della sezione scuola e coordinatrice dei corsi di formazione della lingua italiana per i docenti. Secondo la studiosa, un modo per tutelare la lingua italiana è favorirne l’insegnamento nella scuola con significativi investimenti volti a potenziare la disciplina.

In merito alle proposte sopracitate, Librandi esprime alcune perplessità: la contaminazione tra lingue è un fenomeno antico ed inarrestabile, basti pensare alle interferenze presenti nell’italiano dovute alle dominazioni straniere succedutesi nei secoli sul nostro territorio. Ciò che preoccupa la linguista è la restrizione del lessico tecnico-scientifico che, sempre più spesso, è formato da anglismi. Se una lingua rinuncia a forgiare le parole della medicina, della fisica, dell’economia, si avvia verso la dialettizzazione.

Uno sforzo, invece, deve andare verso l’affermazione del linguaggio tecnico-scientifico in italiano perché è giusto indirizzare i contenuti scientifici ai non esperti per assicurare la comunicazione con il grande pubblico.

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