La raccolta differenziata nei Comuni della Diocesi

Tutti i dati sulla raccolta differenziata nell’Agro nocerino-sarnese, Comune per Comune, aggiornati al 19 gennaio 2021. A certificarli è l’Agenzia regionale per l’Ambiente.

Sono quasi tutti in crescita nella percentuale di raccolta differenziata i Comuni delle province di Salerno e Napoli che ricadono nel territorio della Diocesi. I dati sono del Catasto rifiuti dell’ARPAC Campania, l’Agenzia regionale per l’ambiente. Si tratta di autodichiarazioni inviate dai comuni alla struttura regionale, che poi saranno validate dall’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti.

Numeri reali delle tonnellate di spazzatura prodotta dalla collettività e di quella differenziata. Il raffronto tra i dati certificati del 2019, pubblicati sul sito dell’Osservatorio regionale rifiuti, e quelli del 2020, messi a disposizione dall’ARPAC, fotografano un impegno tangibile da parte delle popolazioni verso il riciclo. I resoconti degli ultimi 12 mesi non sono aggiornati per tutti i comuni, ma i più virtuosi si confermano tali.

I dati Comune per Comune

È il caso di Sarno, Nocera Superiore e Roccapiemonte. Nel 2019 la loro percentuale di raccolta differenziata è stata rispettivamente di 79,51%, 78,05% e 78,45%. Stando ai dati 2020 Sarno raggiunge l’80,23% di raccolta differenziata (su 11 mensilità comunicate al Catasto rifiuti), Nocera Superiore l’80,5% (su 8 mensilità comunicate) e Roccapiemonte il 78,01% (su 6 mensilità comunicate).

A crescere è anche Nocera Inferiore, che raggiunge il 55,88% (su 11 mensilità registrate dal Catasto) rispetto al 52,51% del 2019 come certificato dall’Osservatorio regionale. Segnali positivi anche da San Marzano sul Sarno: 44,56% nel 2019, 60,39% su 10 mensilità 2020 comunicate all’ARPAC.


Dati Arpac Campania aggiornati al 19 gennaio 2021 (infografica a cura di Mariarosaria Petti)

Tra i due comuni napoletani, la palma dei virtuosi rispetto alle mensilità registrate nel 2020 spetta a Striano con il 74,67% e 6 mesi compilati; Poggiomarino è al 54,95% su 9 mesi compilati. Scafati, con 6 mesi del 2020 compilati, è al 63,89% di differenziata rispetto al 61,49% dello scorso anno.

I Comuni ritardatari

La comunicazione è puntuale dal Comune di Pagani, che ha compilato 11 mesi del 2020, ma la percentuale è molto bassa: 33,42%, nel 2019 era 42,19%. Dalla comunicazione ricevuta qualche settimana fa dall’ARPAC emerge anche la lentezza con cui alcuni comuni inviano i dati al Catasto. È il caso di Angri (50,11%), appena due mesi compilati, e di Corbara, San Valentino Torio e Sant’Egidio del Monte Albino con zero mesi compilati e per i quali non è stato possibile all’Agenzia calcolare la percentuale di raccolta differenziata. Tuttavia nel 2019, secondo i dati certificati dall’Osservatorio regionale, hanno rispettivamente raggiunto il 49,13%, 73,09%, 52,64% e 52,19% di raccolta differenziata. Insomma, tranne Corbara, tutti con risultati da migliorare.

Per approfondire il tema, leggi il Primo Piano del numero di gennaio 2021.

Il disciplinare tecnico dell’applicativo O.R.So. (Osservatorio Rifiuti Sovraregionale, ndr) «stabilisce che i Comuni o per essi i gestori del servizio di raccolta sono tenuti obbligatoriamente alla compilazione almeno mensile della scheda», spiegano dall’ARPAC. Ma si potrà recuperare: entro il 30 aprile 2021 bisogna inserire le informazioni relative alla produzione di rifiuti a consuntivo relativi all’anno 2020 suddivisi per singolo CER (Catalogo Europeo Rifiuti, ndr), mensilità, impianto di prima destinazione e modalità di raccolta.

Salvatore D’Angelo

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