L’arte concettuale, l’estate, la Messa e i nuovi santi

C’è chi preferisce il vuoto o una banana fissata a un muro, l’arte concettuale, alla sostanza di un’opera che racconta, descrive, parla. Ma cosa resta di quel vuoto?
Comedian opera concettuale di Maurizio Cattelan

Una banana fresca fissata al muro con un nastro adesivo nero. È “Comedian”, un’opera che l’artista italiano Maurizio Cattelan realizzò in tre esemplari nel 2019. Un’opera concettuale, come si dice ora. Nel novembre 2014 la seconda versione è stata acquistata da Justin Sun, un imprenditore cinese specializzato in criptovalute, che l’ha pagata la modica cifra di 6,2 milioni di euro per mangiare poco dopo la banana alla presenza del pubblico. Nel 2021 un altro artista italiano, Salvatore Garau, ha realizzato “Io sono”, un’opera che sostanzialmente non esiste e rappresenta il vuoto. Ecco, il vuoto è stato venduto per la cifra, più contenuta, di 15 mila euro. Tanto di cappello all’artista. Continuiamo a pensare che la “Deposizione di Cristo” o il “San Marco evangelista e il leone”, oli su tela, custoditi nel Museo diocesano “San Prisco” e nella Cattedrale di Nocera Inferiore, opere che il grande Angelo Solimena dipinse nel Seicento siano la vera arte.

Ma tant’è: c’è chi preferisce il vuoto o una banana fissata a un muro, l’arte concettuale, alla sostanza di un’opera che racconta, descrive, parla. (E va da sé il giudizio sull’iniqua – a dir poco – distribuzione delle risorse. C’è chi compra il vuoto o una banana per migliaia o milioni di euro e c’è chi non ha nulla).

Nel giorno del Corpus Domini, il vescovo Giuseppe Giudice ha pubblicato gli Orientamenti pastorali 2025-2026, la bussola che indica la direzione alla Chiesa dell’Agro nel prossimo anno. Il documento si apre con un’espressione potente: «A Messa per non rimanere massa». È necessario non solo andare a Messa, accostarsi ai sacramenti, ma anche riscoprirne la bellezza. Le parole del pastore sono un accorato appello alla conversione eucaristica, a ritornare all’essenziale, al cuore della fede: Gesù vivo nell’Eucarestia.

Anche questo è un cammino che la comunità deve fare insieme.

L’estate è tempo del sacrosanto riposo, ma, per dirla con un’immagine, scegliamo un Solimena e non il vuoto concettuale che lascia poco. Non ci dimentichiamo del Signore che, come ci insegna san Pietro, è l’unico ad avere parole di vita eterna. Lo sapevano bene i santi.

Papa Leone XIV presiederà la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e di Carlo Acutis il 7 settembre e, il 19 ottobre, saranno proclamati sette santi, tra gli altri il medico venezuelano (così simile a san Giuseppe Moscati nell’opera per i poveri, ma anche nell’aspetto fisico) José Gregorio Hernández Cisneros, e Bartolo Longo. L’avvocato pugliese, convertitosi dal peccato, divenne apostolo del Rosario e fondò, insieme alla contessa Marianna Farnararo, sua moglie, il Santuario di Pompei, le Opere di carità annesse e la stessa nuova Città. L’onore degli altari non è per loro – più della gioia del Paradiso, di cui già godono, non possono avere – ma per noi: sono donne e uomini da imitare nella scelta non del vuoto o di quel che si consuma, ma di Gesù nel quale sono tutte le risposte che cerchiamo (e la gioia).

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