Sant’Alfonso Maria Fusco, il segno della Provvidenza che continua a vivere

A Casa Madre, ad Angri, il carisma di sant’Alfonso Maria Fusco continua a vivere nella scuola, nell’attenzione ai giovani e nelle opere di carità. Le suore, impegnate nell’organizzazione delle celebrazioni per il decennale della canonizzazione, raccontano una storia che si rinnova ogni giorno.
Inaugurazione della mostra dedicata a Sant’Alfonso Maria Fusco presso il Castello Doria e che ripercorre la storia della canonizzazione di Alfonso Maria Fusco.

«Ogni anno, il 25 settembre, ricordiamo la nascita della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista». A parlare è suor Margherita Longobardi, classe 1940, originaria di San Valentino Torio. Fino al 2022 è stata direttrice dell’Istituto Alfonso Maria Fusco, che ha sede nella Casa Madre della Congregazione, in via Maddalena Caputo ad Angri, dove sono ospitate la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria paritarie.

Quando era ancora in Seminario, sant’Alfonso Maria Fusco aveva sognato Gesù, che gli aveva chiesto di fondare un Istituto di Suore e un orfanotrofio maschile e femminile. L’ora della Provvidenza scocca nel 1877, con l’incontro con Maddalena Caputo. La giovane desiderava farsi suora senza allontanarsi dal paese in cui era nata, ma ad Angri non esistevano istituti religiosi femminili. Ottenuto il consenso del Vescovo, don Alfonso cerca una casa, mentre Maddalena prepara il corredo e i telai.

La sera del 24 settembre 1878, la piccola casa Scarcella, nel rione Ardinghi, alle spalle della Chiesa della SS. Annunziata, accoglie Generosa Cuccurullo e Colomba Marra. La mattina del 25 settembre si aggiungono anche Maddalena Caputo e Maria Gallo. All’ora di pranzo, però, non arriva nulla. Verso il tramonto, il fondatore manda loro un po’ di pane e formaggio. «Noi manteniamo questa tradizione mangiando pane e formaggio, e il personale della scuola attende questo panino come una reliquia», aggiunge suor Margherita.

La Cappella dove riposano le spoglie del Santo – foto Salvatore Alfano

Il carisma del Fondatore

Sono passati dieci anni dal 16 ottobre 2016, giorno in cui papa Francesco, in una gremita Piazza San Pietro, ha riconosciuto la santità del sacerdote angrese. A Casa Madre, dove il santo ha vissuto e sono conservate le sue spoglie mortali, le suore si impegnano ogni giorno a incarnare il carisma ricevuto: «Vivere la nostra relazione sponsale con Gesù di Nazareth che, in totale abbandono alla volontà del Padre, annuncia il Regno, è compassionevole verso tutti e in particolare verso i piccoli e i poveri. Giovanni Battista è la guida privilegiata che conduce a Gesù: nel preparare le sue vie, nel riconoscerLo e indicarlo al mondo, nel diminuire perché Lui cresca».

Che cosa è cambiato in questo tempo? È ancora suor Margherita a parlare: «Con la canonizzazione c’è stata una maggiore conoscenza di sant’Alfonso Maria Fusco, anche grazie ai tanti testi e alle biografie che suor Lina Pantano, superiora generale della Congregazione, ha scritto in questi anni. Per noi sono stati un ottimo materiale per approfondire la sua spiritualità, la sua missione e le sue virtù. Quando la comunità conosce sempre meglio il Padre, vive diversamente questo modello di santità e lo proietta nelle proprie attività. Qui abbiamo una grande scuola e cerchiamo di concretizzare il carisma del Santo. Quando arrivano bambini con situazioni difficili, non li rimandiamo indietro: diciamo “è figlio di sant’Alfonso” e lo accogliamo con il suo spirito, pensando a cosa avrebbe fatto lui. Non l’avrebbe messo fuori, ma l’avrebbe preso con sé».

Anche ai piccoli alunni viene trasmesso il carisma del fondatore, che aveva profondamente a cuore l’educazione dei ragazzi di strada e l’istruzione. «In occasione della festa liturgica del 6 febbraio, giorno della morte del sacerdote, avvenuta nel 1910, facciamo spesso teatro, recital e canti sulla vita di sant’Alfonso. L’anno scorso ogni classe ha rappresentato un episodio della sua vita. È un veicolo efficace per trasmettere le virtù, la fede e la carità – aggiunge suor Barbara Zybek, polacca, da due anni madre superiora di Casa Madre -. I bambini ricordano che non c’era niente e poi arrivava la Provvidenza. Sant’Alfonso diceva: “Se Dio provvede agli uccelli dell’aria, come può dimenticare i suoi figli?”. Il teatro per noi è molto importante: lo facciamo in maniera semplice, con i bambini e con un linguaggio adeguato, sotto forma di dialogo».

Suor Alessandra Colagiovanni, nata a Campobasso il 15 maggio 1948, insegna nella scuola primaria da oltre 50 anni. Ha preparato anche una recita in dialetto napoletano, messa in scena per i bambini del Primo Circolo di Angri, la scuola dedicata a sant’Alfonso Maria Fusco, venuti in visita all’Istituto di via Maddalena Caputo.

Una luce per i giovani

Grande la premura di sant’Alfonso anche per i giovani. Nel ricco programma dei festeggiamenti organizzati per il decennale della canonizzazione è stata inaugurata una mostra fotografica che ripercorre la storia della canonizzazione del Fondatore e si è tenuta la cerimonia di intitolazione di via Canonico Fusco a sant’Alfonso Maria Fusco.

Domani, invece, 24 ottobre, prevista la solenne processione del corpo del Santo per le strade di Angri e, alle ore 19.00, la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal vescovo Giuseppe Giudice, nella parrocchia della Santissima Annunziata. Il programma è arricchito dall’annullo filatelico per il decennale e dal Musical “Una voce per Sant’Alfonso Maria Fusco”, a Castello Doria, domenica 25 ottobre, a chiusura dei festeggiamenti. Per i giovani la serata speciale “Una luce nella notte”, organizzata dalla Congregazione in collaborazione con la forania di Angri

«Ogni anno, per la festa, facciamo una veglia di preghiera con i giovani – spiega suor Alessandra -. Quest’anno, insieme a don Mimmo Cinque, parroco della comunità Santa Maria dei Bagni e vicario della forania di Angri, abbiamo coinvolto tutti i giovani della diocesi. La serata è stata pensata per loro. L’abbiamo chiamata “Una luce nella notte” perché il Fondatore ha portato una luce che ancora oggi è viva in 18 parti del mondo, con più di 300 comunità e per questo abbiamo ideato un percorso nei luoghi della nostra storia: dalla chiesetta, che è stata la prima casa e l’abitazione delle prime orfanelle; poi nel chiostro, con le maioliche che ritraggono la vita e l’opera di carità di sant’Alfonso Maria Fusco, e nel museo, davanti alla Madonna della Provvidenza. Quando mancava qualcosa, il Fondatore metteva la richiesta direttamente nella mano della statua e si pregava finché non suonava la campanella e arrivava quello che serviva».

La Provvidenza nelle storie di oggi

Appena si varca il portone di Casa Madre, sulla sinistra c’è la cappella dove sono custodite le spoglie del Santo. In tanti vengono qui per affidarsi a Lui e chiedere la sua intercessione. Suor Margherita racconta un episodio: «Due anni fa, durante il mese di luglio, mentre si svolgeva il campo scuola, venne una giovane coppia. Lei era triste e mi raccontò che vivevano a Milano, erano sposati da qualche anno, ma non avevano bambini».

Stavano vivendo la stessa esperienza dei genitori del Santo. Giuseppina Schiavone e Aniello Fusco avevano atteso per quattro lunghi anni l’arrivo di Alfonso Maria, nato il 23 marzo del 1839. L’anno prima, da Angri, erano andati a Pagani, dove sono custodite le reliquie di sant’Alfonso Maria de Liguori, per pregare sulla sua tomba. Con la stessa semplicità di cuore, la suora accompagna i due sposi nella cappella del fondatore. Recita una preghiera semplice: «Sant’Alfonso, guarda questa coppia: sono quattro anni che non hanno la gioia di un figlio, pensaci tu».

«Se ne sono andati – ricorda – e, dopo un anno esatto, sono ritornati con la carrozzina e la bambina di pochi mesi: lei era rimasta incinta subito dopo».

La vita di Casa Madre

In questo luogo, dove è possibile ammirare la stanza del sacerdote, che custodisce ancora il lettino ricoperto da una coperta bianca, la giornata comincia alle 7 del mattino con la Celebrazione Eucaristica, presieduta da monsignor don Vincenzo Leopoldo, vicario generale della Diocesi. La Messa è celebrata nella cappella delle suore, al primo piano, dove sono custodite le spoglie mortali di suor Maddalena Caputo.

Nel museo dedicato al Santo è possibile ammirare anche la bellissima statua della Madonna della Provvidenza. Nelle sue mani, rivolte verso l’alto, visitatori e fedeli possono deporre le proprie pene, sofferenze e preghiere. «La Provvidenza provvederà»: una delle frasi del Fondatore non è rimasta soltanto lettera morta. Ogni mattina, a colazione, viene letta una sua frase.

Il compito è affidato a suor Giovanna Falcone, classe 1942, che è stata direttrice e superiora dell’Istituto ed economa generale. Attualmente insegna religione in due classi, redige la cronistoria della casa e gestisce il negozietto dei ricordini.

Ogni sabato, da oltre vent’anni, suor Alessandra si reca al vicino mercato ortofrutticolo per raccogliere la verdura che i diversi stand le donano. Al rientro, con la macchina, passa sotto il portone della Provvidenza e distribuisce quanto ricevuto ai poveri della zona.

Insieme alla comunità, composta da 23 suore, vive anche una signora di oltre 80 anni, una delle ultime orfanelle cresciute nell’Istituto. È forse questa la fotografia più autentica di Casa Madre: un luogo in cui la storia non è custodita soltanto nelle stanze, nei documenti e nelle memorie, ma continua a vivere ogni giorno nei gesti semplici di chi accoglie, prega e si prende cura degli altri. A distanza di quasi un secolo e mezzo da quel primo pane e formaggio, la Provvidenza continua così a passare attraverso le mani di chi, ancora oggi, sceglie di non lasciare indietro nessuno.

ORARI DI APERTURA DELLA CAPPELLA DEL FONDATORE

La Cappella ove riposa il corpo di sant’Alfonso Maria Fusco può essere visitata nei seguenti giorni e orari:

  • Martedì: 16:30–19:30
  • Sabato: 16:30–19:30
  • Domenica: 8:30–13:30 e 16:30–19:30

Ogni sabato alle ore 17.45 viene inoltre trasmesso il Santo Rosario in diretta sulla pagina Facebook “Sant’Alfonso Maria Fusco”.

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