Trasformare i limiti in nuove possibilità

La partenza dell’anno scolastico tra emergenza covid, questioni amministrative e i progressi di una scuola che non si è fermata mai.

di Teresa Staiano, Dirigente scolastico

Una volta, ci si accorgeva dell’approssimarsi dell’anno scolastico dall’esposizione colorata di zaini, astucci e quaderni nelle cartolerie e nei supermercati e dalla foga gioiosa di mamme e bambini per l’acquisto di tutto quanto servisse per il primo giorno di scuola.

Teresa Staiano

Da qualche anno, la vigilia dell’apertura della scuola è caratterizzata da polemiche giornalistiche e social, con titoli ad effetto sulle problematiche del sistema di istruzione italiano, sul reclutamento dei docenti, sulle classi pollaio, sulla sicurezza degli edifici.

Ancor più questo è accaduto negli ultimi due anni, quelli dell’era Covid: anche questa estate, regolarmente, è iniziata la diatriba sulla riapertura in sicurezza, sui protocolli, sul vaccino, sul green pass etc.; tutti vogliono partecipare al dibattito, spesso senza conoscere la vera natura delle questioni in campo, poiché a scuola siamo andati tutti, per cui la sentiamo comunque come un luogo familiare.

Chi a scuola ci lavora da anni, vive questa fase sì con apprensione, ma anche con una consapevolezza diversa: la bellezza e il valore del fare Scuola valgono ogni sforzo e meritano il superamento di ogni ostacolo.

Un antico proverbio orientale dice che quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito; certo, l’ambivalenza tra il dito e la luna indica la possibilità di prospettive diverse da cui poter guardare la realtà e insegna a tener conto della complessità, del vicino e del lontano, del piccolo e del grande, delle criticità e dei punti di forza, dell’emergenza e del progetto, ricordando che esistono entrambi i punti di vista.

Ma, a ben guardare, la Scuola ha affrontato le difficoltà della pandemia con una capacità di resilienza straordinaria; “sembravano traversie ed eran’in fatti opportunità”, scrive Giambattista Vico nella Scienza Nuova: proprio così è stato per la Scuola.

Non dimentichiamo che all’inizio del lockdown nel marzo 2020, le scuole hanno messo in piedi in pochi giorni, dal nulla, la didattica a distanza, che gli insegnanti hanno realizzato in pochi mesi quella “rivoluzione digitale” auspicata da decenni, auto aggiornandosi con determinazione, competenza e generosità, pur di “farsi vicini” ai propri alunni e di non abbandonarli, che la didattica è entrata nella quotidianità delle case, in un reciproco riconoscersi tra famiglia e scuola che ha fatto sì che si rinsaldasse ancor più la loro alleanza educativa; mentre si parlava di “scuole chiuse”, la realtà era tutt’altra: la scuola non si è mai fermata e, mai come in questa sua apparente “assenza”, se ne è percepita l’importanza fondamentale nella vita di bimbi, ragazzi, giovani e famiglie.

Ecco, guardare la luna vuol dire che tutto questo va tesaurizzato e non disperso. Così come vuol dire alzare lo sguardo oltre l’emergenza, nella direzione del progettare e dell’educare, che è insegnare a sognare e a costruire un futuro più umano alle cittadine e ai cittadini di domani.

Con l’auspicio di riuscire anche quest’anno a trasformare i limiti in nuove possibilità, buon anno scolastico a tutti.

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