Pagani, arrivano i fondi per la Scuola Manzoni

L’amministrazione di Pagani ottiene i fondi dal Ministero dell’Interno per i lavori di rifacimento dello storico plesso Manzoni.

Seicento mila euro entro la fine di febbraio, poi il restante ad inizio lavori (60% del finanziamento) e a collaudo ultimato (restante 20%). Riparte da qui, con un finanziamento del Ministero dell’Interno in collaborazione con il Dipartimento dell’Economia e delle Finanze, a copertura completa, la storia dello storico plesso Manzoni.

Un iter lungo

3.2 milioni di euro, tre amministrazioni a lavoro, quella dell’ex sindaco Bottone in particolare al governo nel momento della chiusura e per la progettazione successiva, diversi tecnici coinvolti, decine di politici locali, regionali, nazionali a promettere intercessioni, partecipazione a più bandi per reperire i fondi, risposte mai ricevute dal Ministero, promesse volate al vento, un solo bando vinto, presentato dai commissari prefettizi nel settembre scorso. In questo marasma di persone convolte, un valore particolare hanno avuto le mamme della Manzoni, che non hanno mai abbassato la guardia, spronando sempre l’amministrazione ad agire, non facendo spegnere mai i riflettori.

Dati significativi, essenziali per mettere un punto ad una brutta storia per centinaia di bambini paganesi che nel novembre 2016 videro chiudersi alle spalle il portone della scuola storica di Pagani, dichiarata nel 2018 bene di interesse storico-artistico dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale della Campania, ma più volte bersaglio in questi anni di atti vandalici.

Una scuola da ripopolare

Tra tutti questi numeri, uno conta più di tutti: da 26 classi tra infanzia e primaria a 14 per il plesso Manzoni.  Il plesso principale del primo circolo didattico nel corso di questi cinque anni ha perso purtroppo gran parte degli iscritti. Da scuola numero uno, simbolo della storia paganese, a sempre meno classi che riescono a formarsi di anno in anno, collocate negli altri plessi del primo circolo didattico e in locali adattati alla causa come le stanze dell’Auditorium. Spazi ricavati negli anni, per sopperire all’urgenza di trovare collocazione ai bambini delle scuole dell’infanzia e delle elementari, che dalla sera alla mattina si trovarono senza aule, costretti ai doppi turni, quando la scuola in presenza era l’unica scuola possibile e la dad non era neppure un lontano miraggio da poter prendere in considerazione.

Rifatta la Manzoni, si dovranno quindi rifare i manzoniani, un compito che spetterà all’amministrazione De Prisco che nel solco della continuità amministrativa si assume l’onere e l’onore di restituire dignità al più presto a quell’edificio oggi vuoto, che non troppi anni fa era animato da centinaia di voci curiose, che tutti i paganesi non vedono l’ora di riascoltare.

Martina Nacchio

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