L’Eucaristia, il cuore della Chiesa

A conclusione della Visita Pastorale, mons. Giuseppe Giudice ha consegnato alla chiesa diocesana l’esortazione pastorale “Frumento di Cristo”. Il documento, che in queste settimane sta ricevendo l’apprezzamento di tanti Vescovi e sacerdoti anche di altre diocesi, racchiude il sogno del pastore: compiere il disegno di Cristo e fare dell’Eucaristia il cuore della Chiesa. Abbiamo chiesto a sei persone, con un diverso stato di vita e differenti ruoli e responsabilità in ambito ecclesiale e civile, di leggerlo e commentarlo per noi.

A conclusione della Visita Pastorale, mons. Giuseppe Giudice ha consegnato alla chiesa diocesana l’esortazione pastorale “Frumento di Cristo”. Il documento, che in queste settimane sta ricevendo l’apprezzamento di tanti Vescovi e sacerdoti anche di altre diocesi, racchiude il sogno del pastore: compiere il disegno di Cristo e fare dell’Eucaristia il cuore della Chiesa. Abbiamo chiesto a sei persone, con un diverso stato di vita e differenti ruoli e responsabilità in ambito ecclesiale e civile, di leggerlo e commentarlo per noi.

Il luogo sorgivo di una Chiesa missionaria 

Possiamo immaginare quanti desideri e quante preoccupazioni albergano nel cuore del Vescovo al termine della visita pastorale: ha visto tante luci ma ha notato anche le ombre. Chissà quante cose vorrebbe dire alla sua Chiesa. Avrebbe potuto scrivere un elenco scrupoloso delle cose da fare per dare un volto nuovo alla vita ecclesiale. Ha scelto invece di riportare tutto all’origine, a quello che egli considera il “luogo sorgivo” della fede. 

Si riparte dall’Eucaristia, il segno più eloquente della presenza di Dio. Ai battezzati dell’Agro il vescovo Giuseppe consegna un sogno: “fare dell’Eucarestia il cuore della Chiesa”. Si riparte da Dio per imparare a camminare con Lui. Una scelta non scontata nella tempesta di una pandemia che ha messo in ombra la centralità dell’appuntamento eucaristico. Richiamando le parole del Vaticano II, il nostro Pastore ricorda che l’incontro con il Risorto cambia radicalmente il nostro cuore, spesso stanco perché appesantito dalla fatica e dalle delusioni. È la presenza di Gesù che ci fa passare “dalla lentezza del cuore (bradicardia) ad un cuore infiammato, che arde lungo la via mentre Lui parla (tachicardia)”. L’incontro eucaristico rafforza la santità delle piccole cose e dona forza per combattere i limiti umani presenti in ogni esperienza. Solo se veniamo “ricondotti alla sorgente eucaristica […] possiamo ridare nuovo ossigeno a tutta la nostra pastorale e all’azione ecclesiale”. 

Il vero Pastore non si illude e non illude: “Non possiamo dare più niente per scontato, neanche la preghiera più conosciuta”. In un tale contesto, sempre più impegnativo, tante sono le cose da fare, tutte utili e opportune. E tuttavia, l’esortazione episcopale invita a porre l’accento sulla domenica, “primo giorno della settimana”. È questo dunque l’essenziale riferimento di ogni progettualità. È necessario perciò “catechizzare con passione il tema della Domenica in tutti gli incontri di formazione, specialmente dei più piccoli”. 

Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia chiediamo al Signore di compiere la sua opera, in noi e attraverso di noi. La Messa ci ricorda che siamo umili collaboratori. Nient’altro che questo. Mi pare un buon punto di partenza.

Don Silvio Longobardi
presbitero, custode della fraternità di Emmaus

Testimoni credibili

Bisogna ritrovare gli altri, i fratelli, riunirsi alla comunità, perché non c’è mai missione che non nasca dalla comunione… dall’io al noi; dalla solitudine alla comunione; dalla disperazione alla speranza; dalla cronaca all’annuncio del kerigma; dalla fuga alla missione. E questa inversione di rotta, che è una conversione, può avvenire nella nostra vita e nella comunità solo se ci lasciamo incontrare e inquietare dal Risorto.

Mi sono ritrovato in questo passaggio dell’esortazione perché rispecchia in pieno quello che provo a fare nel mio quotidiano: tradurre la mia esperienza di fede in impegno costante e continuo nella comunità. Le nostre città hanno bisogno di persone che abbiano a cuore il bene comune e che abbiano la cultura della tutela del bene comune. Oggi ci sono egoismi e personalismi che stanno rendendo arido non solo il dibattito pubblico, ma proprio la qualità della vita della nostra terra: una sanità martoriata, servizi pubblici ridotti all’osso e tanti sono gli esempi sotto gli occhi di tutti.

La Comunione di cui parla il Vescovo, invece, ci spinge a costruire appunto delle comunità evangeliche. Prima di tutto nelle parrocchie, dove non sempre c’è un clima gioioso e di condivisione e dove è spesso difficile fare vera condivisione di speranza. Da educatore e da genitore, diventa sempre più ostico “trattenere” i ragazzi e i giovani nelle nostre comunità, molte volte delusi da adulti che predicano bene e razzolano male. Allora dobbiamo raccogliere l’invito che oggi ci fa la Chiesa italiana a rifondare la nostra fede sulla Domenica e su una liturgia che parli al cuore dei fedeli. Solo così la nostra missione nel mondo può essere fruttuosa, perché fonda la sua azione su un incontro vero e vivo con il Risorto.

La storia, soprattutto italiana, è costellata di uomini e donne che hanno saputo mettere al servizio del prossimo i propri talenti seguendo gli insegnamenti della Chiesa e arricchendo con la propria fede le azioni che hanno compiuto nel “mondo”. La Pira, De Gasperi, Bachelet, Moro fino ad arrivare al Presidente Mattarella sono lì a mostrarci che la gente ha bisogno di testimoni credibili a cui affidare la casa comune e che un “modo cristiano” di fare politica non solo è ancora possibile, ma è necessario!

Marco De Simone
papà, educatore, consigliere comunale di Angri

Il profumo di Cristo

“Abbiamo bisogno, per riscoprire lo stupore e la gioia, di essere immersi e ristampati nell’Eucaristia per diventare sempre più Chiesa eucaristica, capace di portare al mondo la gioia del Risorto”. L’Eucaristia è la più grande meraviglia operata da Cristo. Se è vero che nulla è più insignificante di un pezzetto di pane o di una goccia di vino, è altrettanto vero che nulla è più importante e prezioso di ciò che nascondono questi tanto poveri segni, la presenza vera, reale e sostanziale di Gesù.

È proprio il Mistero dell’Eucaristia, vissuto nella sua completezza, che risveglia in noi il desiderio di piena coerenza tra il segno e la vita, aiutandoci a saper accogliere, con meraviglia, il quotidiano, a convertire l’ordinario in straordinario, ad andare oltre le apparenze e poi ringraziare, ringraziare… e ancora ringraziare. L’indifferenza  dei nostri tempi, che getta un velo di polvere anche sulle cose più belle, ci fa smarrire, di frequente,  le sorgenti della vera gioia cristiana.

Le persone e le loro storie, il creato e le cose del mondo sono il richiamo di QUALCUNO di più grande; lo stupore diventa preghiera che presta voce al sogno, al desiderio… e fa si che la nostra vita, specialmente la vita di noi consacrati, diventi una vita bella, buona e felice e profumi di Cristo e di illimitata fiducia in Lui.

Perché nel buio e nel freddo dell’inverno, sappiamo cogliere ciò che nasce dal passaggio verso la primavera, sostenendo anche gli altri ad aprirsi alla speranza, sempre e comunque, ma particolarmente in questa difficile stagione:

La vita è bella Signore,
e voglio coglierla
come si colgono i fiori in un mattino di primavera.
Ma so, mio Signore,
che il fiore nasce
solo alla fine di un lungo inverno,
in cui la morte ha infierito. (…)

Dammi abbastanza fede,
ti supplico, Signore,
per aspettare la Primavera,
e nel momento più duro dell’inverno,
per credere alla Pasqua trionfante
oltre il Venerdì di passione. (…)

(Michel  Quoist)

Sr. Halina Maria Furtak
Superiora Casa Madre
Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista

Gesù si serve del mio amore

La lettura, o meglio, la meditazione di questa Esortazione pastorale mi ha fatto prendere coscienza della vera essenza di essere cristiani, la mia anima si è sfoltita di tante cose che la appesantivano. Solo attingendo alla sorgente possiamo ridare nuovo ossigeno alla nostra vita, essere Lui nel vivere i nostri rapporti e nel ricostruirli.

I discepoli di Emmaus hanno incontrato Gesù lungo la strada, in un momento di scoraggiamento e di delusione. Hanno, proprio lì, sperimentato la presenza del Risorto, hanno visto il Signore.

Noi viviamo in un mondo scoraggiato e deluso. Spesso assistiamo anche all’allontanamento di tanti cristiani dalle nostre comunità. L’Esortazione pastorale ci invita a non essere indifferenti ed a chiederci perché si sono allontanati. È un sincero esame di coscienza intriso di umiltà.

Penso che solo quando una comunità cerca di attuare il Comandamento nuovo “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, che si dichiara nell’amare tutto, amare per primi, vedere Gesù nell’altro, amare il nemico, si sperimentano rapporti di amore e di fiducia.

La via del Risorto mi porta a vedere il positivo in ogni fratello che incontro lungo il cammino, a credere in lui, a guardarlo come si guarda un ramo di mandorlo… con la speranza.

Nella mia esperienza di cristiana e di membro del Movimento dei Focolari, sforzandomi di riconoscere ed amare Gesù presente nel fratello, mi ritrovo arricchita da tutti, anche da un bambino; l’altro, riscaldato dal sole dell’amore, si dischiude riprendendo a volte fiducia in se stesso, riscoprendo magari i suoi talenti e di essere dono per gli altri.

«Così il profumo del pane eucaristico e del vino, attraverso le mani degli oranti, degli operatori pastorali, dei ministri della Comunione, raggiungerà tutte le periferie della parrocchia facendosi condivisione, partecipazione, adorazione, offerta, e i vari momenti della Messa saranno attualizzati nei gesti dei credenti alla tavola della vita».

Una grande opportunità mi è stata data nel servizio di ministro della Comunione. Porto Gesùvivo e vero che si dona a quel malato, all’anziano. Gesù si serve anche del mio amore, che si concretizza nell’ascolto profondo, senza fretta, e in una carezza. Mi faccio carico dei dolori, delle preoccupazioni, delle necessità. Si stabilisce un rapporto profondo, a volte anche gioioso pur fra le tribolazioni.

Urge dare priorità ad una vita eucaristica, sorgente di Amore al fratello, urge mettere Dio al primo posto e per Lui amare l’uomo; amore che si declina in mille azioni concrete compresi i progetti pastorali.

Titina Fattiroso
Ministro straordinario della Santa Comunione

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