Leone XIV, pellegrino di pace

I fedeli dell’Agro nocerino-sarnese in fremente attesa di quel giorno, per condividere l’abbraccio corale al Santo Padre e invocare la Madonna perché il mondo abbia pace.
Papa Leone XIV durante il giro in papamobile in occasione dell’udienza del 4 giugno 2025 – foto S. Alfano-Insieme

Quando, l’8 maggio dello scorso anno, il comignolo della cappella Sistina rivelò il bianco della sua fumata, il pensiero di tanti andò al Santuario di Pompei e al quadro della Madonna del Rosario, esposto sul suo trono alla devozione dei fedeli d’ogni parte del mondo. Quella mattina, a mezzogiorno in punto, i devoti in piazza Bartolo Longo, guidati dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, avevano recitato la celebre Supplica rivolgendosi, accorati, all’«Augusta Regina delle vittorie», alla «Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi».

Nella preghiera la parola «pace» torna due volte: la Madonna è invocata anche come «Regina di pace e di perdono» e si chiede la sua intercessione perché conceda «pace all’umana società». Poco dopo la fumata bianca delle 18.07, per la prima volta, papa Leone XIV si palesa al mondo dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro.

«La pace sia con tutti voi!», le prime parole del Santo Padre, il primo saluto del Cristo Risorto. Ripete la parola pace per altre nove volte e utilizza un’espressione che resterà nella memoria di tutti: «La pace sia disarmata e disarmante». In quel primo messaggio al mondo, il Santo Padre evidenziò la ricorrenza dell’8 maggio: «Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale a Maria, nostra Madre».

Ora l’8 maggio prossimo, a un anno esatto dalla sua elezione, papa Leone sarà pellegrino di pace proprio a Pompei per recarsi, nello stesso giorno, anche a Napoli.

Il 23 maggio tornerà in Campania per visitare Acerra. Si concretizzerà così, per la quinta volta, la profezia di san Bartolo Longo, che proprio il Santo Padre ha innalzato agli onori degli altari il 19 ottobre 2025. Il 5 maggio 1901, nel discorso inaugurale della facciata del Santuario, l’apostolo del Rosario prefigurò: «Un giorno noi vedremo la bianca figura del rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza, acclamanti la pace universale». Parole che hanno trovato compimento nelle visite di san Giovanni Paolo II nel 1979, la prima di un pontefice a Pompei, e nel 2003; di papa Benedetto XVI nel 2008; di papa Francesco nel 2015.

I fedeli di tutto l’Agro nocerino-sarnese sono già in fremente attesa di quel giorno, segnato in rosso sull’agenda di tanti, quando accorreranno a migliaia per condividere l’abbraccio corale al successore di Pietro e invocare la Madonna perché il mondo abbia pace.

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