Insieme sui passi di Santa Chiara

Materdomini e Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore sono due realtà distinte ma unite

La comunità del convento parrocchia di Santa Maria degli Angeli nel pomeriggio di lunedì 11 agosto, ricorrenza di santa Chiara d’Assisi, si è ritrovata unita presso il convento in direzione del Santuario mariano di Materdomini. Un centinaio di fedeli si sono incamminati insieme per raggiungere il santuario.

Hanno guidato il gruppo il parroco di Santa Maria degli Angeli, padre Giovanni Caruso o.f.m., con padre Luigi D’Auria o.f.m., accolti al santuario di Materdomini dal rettore padre Andrea Mazzocchi o.f.m.

Materdomini e Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore sono due realtà distinte ma unite, entrambe legate al culto mariano e alla Beata Vergine Maria. Materdomini è legata alla figura della Madonna; Santa Maria degli Angeli, invece, è un titolo con cui si onora Maria, madre di Gesù.

Materdomini, il cui nome stesso significa “Madre di Dio”, è il titolo con cui si venera la Madonna nel santuario di Nocera Superiore, dove si trova un’immagine sacra legata alla leggenda della contadina Caramari. La storia di Santa Maria Mater Domini a Nocera Superiore è infatti legata al ritrovamento di un’immagine della Vergine Maria, attribuito alla contadina Caramari. Secondo la tradizione, nel 1041 Caramari ebbe una visione in cui la Madonna le chiese di cercare la sua effige sotto una quercia. Dopo alcune ricerche infruttuose, l’immagine fu trovata in una cisterna, conservata tra due lastre di marmo. Santa Maria degli Angeli, invece, è un altro titolo con cui si onora Maria, madre di Gesù.

Un momento delle celebrazioni

Durante l’omelia padre Giovanni Caruso ha fatto riferimento a tre parole chiave: unione in Cristo con Maria, insieme come amici «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi»: Gv 15,15 e cammino in cerca di Dio attraverso le persone e soprattutto attraverso la «piena di Grazia» della Madonna.

«Credere in un Dio come se fosse un padrone, come potrebbe farci fare l’esperienza della salvezza? Ci sentiamo realmente figli oppure siamo degli eterni schiavi travestiti da buoni servi fedeli e devoti? Se c’è paura e senso di colpa significa che siamo schiavi, se invece c’è fiducia e gratitudine allora significa che siamo figli».

Poi il riferimento alla solennità di santa Chiara d’Assisi, figura chiave nel cristianesimo e nel francescanesimo, fondatrice dell’Ordine delle Clarisse. Ispirata da san Francesco, rinunciò alla sua vita agiata per abbracciare la povertà e la vita religiosa, rifugiandosi nel monastero di San Damiano. La sua spiritualità, incentrata sull’amore per Cristo e la contemplazione, ha lasciato un’impronta profonda nella Chiesa, rendendola un modello di vita femminile e di dedizione a Dio. Inoltre, la spiritualità di santa Chiara era incentrata su una visione francescana, eucaristica, mariana, contemplativa e missionaria: povertà volontaria, adorazione, umiltà, carità, fede.

Il segreto di Chiara d’Assisi fu proprio questo: la forza di sentirsi figlia amata le ha dato il coraggio di compiere una rivoluzione alla pari di Francesco.

Durante la celebrazione era presente, con partecipazione attiva, il coro della parrocchia di Santa Maria degli Angeli e un gruppo nutrito dell’Associazione San Giuseppe.

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