Maturandi 2021: “Non chiamateci privilegiati”

Anna Pia Vispo racconta il suo esame di maturità.
Per il secondo anno consecutivo, l’esame di maturità sarà ridotto alla sola prova orale, a causa del Covid. Parola ad una giovane protagonista.

Nessuna prova scritta, un elaborato preparato e consegnato entro il 31 maggio da cui partire nell’esposizione durante la prova orale. Anche quest’anno i maturandi dovranno seguire istruzioni ad hoc per sostenere l’esame di maturità.

Non si sentono privilegiati, però, questi giovani a cui la pandemia ha sottratto tanto in termini di formazione, relazioni e socialità. Anche Anna Pia Vispo, maturanda del Liceo Classico dell’Istituto “Leonardo Da Vinci” di Poggiomarino, non ci sta ad essere considerata “fortunata” a sostenere un esame in modalità ridotta. 

L’esperienza di Anna Pia

“Sono consapevole del fatto che l’esame di quest’anno sia semplificato rispetto agli anni precedenti, come i ragazzi universitari spesso tendono a sottolineare, ma dal mio canto rispondo che l’iter formativo è qualcosa di fortemente personale e mi sento di aver faticato allo stesso modo dei maturandi degli anni scorsi” racconta la ragazza. 

“La surreale esperienza di due anni scolastici trascorsi a distanza hanno sicuramente inciso sulla mia persona – prosegue Anna Pia – anche da un punto di vista formativo .

Nonostante le notevoli difficoltà relative all’approccio a tecnologie che fino a qualche tempo fa mi erano estranee, ho cercato di non farne un ostacolo, affinché anche questo spiacevole periodo fosse un momento di crescita“. 

L’inizio di un nuovo percorso formativo

Un percorso difficile affrontato però dalla giovane con grande senso di responsabilità: “Il mio indirizzo sta affrontando questa prova con estrema serietà e consapevolezza, pertanto ritengo di aver acquisito quelle conoscenze e competenze tali da potermi garantire di affrontare al massimo delle mie potenzialità il percorso universitario”.

Ad Anna Pia e a tutti i “ragazzi del Covid-19” i migliori auguri di tornare presto alla normalità, ricordando con un sorriso questi anni graffiati dalla pandemia

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