Un Cristo Pantocratore a Nocera Inferiore

L’associazione CTG Noukria ha denunciato l’altissimo rischio di perdere l’affresco medievale. Serve un restauro. Appello alle istituzioni.
Il particolare del volto del Cristo Pantocratore nella cappella di Santa Margherita

Un Cristo Pantocratore a Nocera Inferiore, la scoperta tra i rovi della collina del Parco. La sorpresa durante una passeggiata nel rispetto delle regole anti-Covid.
Lungo il versante meridionale della collina di Sant’Andrea, sommersa dalla vegetazione, giace una cappella risalente al XII secolo, piena epoca medioevale, nota come cappella di Santa Margherita.
È possibile notare al centro dell’abside, ancora intatto nella parte finale, un affresco raffigurante un Cristo Pantocratore, tipico soggetto dell’arte bizantina.
La piccola cappella fa parte di un complesso di chiese pertinenti alla firmitate noba nocerina, il borgo fortificato che si è sviluppato nei secoli a cavallo dell’anno Mille, intorno al castello della città. Lungo le pendici della collina si incontrano diversi ruderi pertinenti alle strutture citate, di non facile identificazione.

Serve una mobilitazione

Tale è stata la sorpresa di trovarsi di fronte una testimonianza preziosa dell’arte medievale che immediatamente il pensiero è corso a quanta poca cura abbiamo del nostro patrimonio artistico e culturale.
Un sentimento di sconforto e rabbia monta quasi naturale al pensiero di come potrebbe essere se la realtà fosse capovolta, cioè se andasse nella giusta direzione della valorizzazione e della oculata gestione di un bene culturale.
Essendo un piccolo gioiello nascosto alla cittadinanza è tanto più urgente rilanciarne l’esistenza e soprattutto muovere un appello alle istituzioni perché operino per il pieno ripristino del luogo.
La cappella, infatti, versa in uno stato di abbandono totale, soggetta all’incuria e all’usura del tempo. Per accedervi, il percorso non è agevole poiché la vegetazione ha invaso quasi tutto il tratto di pertinenza. Tuttavia, non trattandosi di un percorso lungo, una volta arrivati alla meta si resta meravigliati per la tanta bellezza nascosta.

Fare presto


La cappella non resterà lì ancora per molto poiché è seriamente minata alle fondamenta. Urge, pertanto, un intervento di restauro prima che sia troppo tardi. Sarebbe davvero uno scandalo non prendersene cura e soprattutto non agire per il bene del territorio. Essa costituirebbe infatti un’attrattiva per tutti coloro i quali si recano sulla collina e idealmente farebbe parte di un percorso che parte dalla villa comunale (anch’essa, purtroppo, in uno scandaloso stato di incuria) e che giunge fino al cinquecentesco convento di Sant’Andrea. A completare l’opera occorrerebbe ripristinare il bellissimo complesso monumentale di S. Giovanni in Parco, anch’esso in stato di totale abbandono.

Testimonianza di un passato glorioso

La cappella

Ricordiamo che i nostri monumenti sono stati spesso dimore provvisorie di illustri personaggi: da Petrarca a Boccaccio (che dimorarono nella torre del castello del Parco) fino a Murat che fu ospitato fuggitivo a San Giovanni in Parco.
Non occorrerebbe poi molto, se non la volontà e la tenacia nell’intraprendere azioni che sappiano valorizzare come si dovrebbe il nostro territorio, anche attirando la disponibilità di fondi europei destinati a tali progetti. Abbiamo una ricchezza inestimabile, siamo seduti su una miniera d’oro ma non ce ne curiamo.

L’impegno civile

Di recente, l’associazione Centro turistico giovanile Noukrìa, che si occupa proprio della valorizzazione dei beni culturali del territorio nocerino, constatato lo stato di degrado ed incuria, ha lanciato un appello alla cittadinanza e alle istituzioni. Come si legge nel comunicato: «La cappellina rupestre ha bisogno di un urgente intervento di messa in sicurezza per impedire la scomparsa di tale tesoro e magari un restauro conservativo. Noi ci siamo per dare una ripulita e sistemare il sentiero che ivi conduce, ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti affinché si possa salvare al meglio questo luogo che ha visto il trascorrere dei secoli e che rischia il crollo da un momento all’altro».

Facciamo qualcosa per la cappella di Santa Margherita e per il nostro territorio, prima che sia troppo tardi.

Mariateresa Franza

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