Fratres omnes

This photo taken and handout on October 3, 2020 by the Vatican Media shows Pope Francis signing a new encyclical on human fraternity titled “Fratelli Tutti” after celebrating mass at the tomb of St. Francis in Assisi. (Photo by Handout / VATICAN MEDIA / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE – MANDATORY CREDIT “AFP PHOTO /VATICAN MEDIA / HANDOUT ” – NO MARKETING – NO ADVERTISING CAMPAIGNS – DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS

Terza enciclica di papa Francesco, dopo Lumen fidei e Laudato si’. Il Pontefce si sofferma sulla fraternità universale citando san Francesco d’Assisi che in questo modo si rivolgeva a tutti i credenti, fratelli e sorelle nel mondo intero. 

di don Giuseppe Villani

«È davvero così difficile volersi bene? È davvero così faticoso considerare l’altro mio fratello ed accettarlo così com’è? È realmente complicato stare insieme agli altri e condividere senza dividersi?».

Possono sembrare domande fanciullesche, quesiti di bambini curiosi eppure, questi e tanti altri simili, sono i grandi interrogativi esistenziali che ogni giorno continuano a mettere in discussione la nostra vita inquieta ed affannata.

Fratelli tutti

La risposta a tali domande, purtroppo, è positiva: sì. Ebbene è più facile odiare che amare; è più semplice evitare i problemi che risolverli; è più conveniente pensare a sé stessi che agli altri. Ecco il motivo che ha spinto papa Francesco a scrivere a tutti gli uomini, di ogni cultura, razza e religione firmando lo scorso 3 ottobre Fratelli tutti, enciclica sulla
fraternità e l’amicizia sociale.

Una lettera di 287 punti che si chiude con due significative invocazioni: Preghiera al Creatore e Preghiera cristiana ecumenica. Chiunque si appresterà a leggere il documento si stupirà, ancora una volta, della semplicità e della naturalezza con cui il Pontefice si esprime affrontando tematiche apparentemente semplici dinnanzi alle quali ci si trova sprovveduti e inesperti.

Il progresso della scienza, il regresso dell’etica

Il paradosso è evidente e imbarazzante, non può più esser ignorato: com’è possibile che al continuo progresso della scienza, della tecnologia e della globalizzazione corrisponda un regresso dell’etica, un deterioramento dei valori spirituali e umani che sfociano nella frustrazione e nell’isolamento?

Perché ci sono ancora Paesi in cui dilagano crisi politiche ed economiche tanto forti che portano «a morire di fame milioni di bambini, già ridotti a scheletri umani» e dinnanzi a situazioni simili, cosa peggiore, «regna un silenzio internazionale inaccettabile»? (cfr. n. 29)

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