Autolesionismo adolescenziale

2 adolescenti su 10 si arrecano volontariamente del male fisico. Fondamentale è il ruolo dei genitori. Ecco cosa bisogna fare.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, 2 adolescenti su 10 si arrecano volontariamente del male fisico. Fondamentale è il ruolo dei genitori. Ecco cosa bisogna fare.

La pandemia da coronavirus ha amplificato tante problematiche di stampo psicologico (D’Ambrosi et al., 2020) che non hanno risparmiato gli adolescenti. In questo periodo infatti si sta registrando un numero sempre maggiore di casi di autolesionismo. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza 2 adolescenti su 10 si arrecano volontariamente del male fisico, circa l’11.5% è di sesso femminile.

Che cos’è?

Per autolesionismo si intendono tutti quei comportamenti intenzionali di aggressione verso parti del proprio corpo: i ragazzi sperimentano la tendenza a farsi del male come se questo fosse l’unico modo per silenziare emozioni considerate troppo intense in quel momento. Lo scopo è anestetizzarsi da tutto ciò che arreca dolore, come una realtà percepita talvolta troppo richiedente e stressante. Spesso i genitori si rivolgono ai professionisti quando notano sui figli delle lesioni che non hanno spiegazione, scoprendo all’improvviso che sono proprio i figli ad arrecarsi quelle ferite. Le emozioni più comuni sono lo stupore, la paura, la rabbia, l’incredulità nell’accettare che siano proprio loro ad autoimporselo.

Il ruolo dei genitori

In questi casi il ruolo dei genitori è ancora più prezioso, sono l’unico ponte tra la sofferenza dei figli e l’aiuto di un professionista qualificato. La non conoscenza del fenomeno permette il suo dilagare, per questo è importante indicare alcune semplici cose da osservare attraverso pochi ma essenziali accorgimenti: non abbiate timore di osservare i corpi dei vostri figli con attenzione amorevole e non giudicante.

I segnali allarmanti

Spesso le parti più colpite sono le braccia (avambraccio), i polsi (spesso coperti da più bracciali), e le gambe (interno coscia). Osservate eventuali cambiamenti repentini del tono dell’umore con scatti di ira. Provate a stare attenti al tempo in cui si isolano, specialmente dopo forti litigate o quando vi sono situazioni elevate di stress. Spesso i ragazzi per graffiare e lesionare la pelle utilizzano oggetti affilati, lamette o taglierini, oppure usano sferrare pugni agli oggetti o picchiare la testa nei momenti di maggiore rabbia.

Riconoscere questi disagi permette di aiutare i propri figli ad incanalare meglio tutte le emozioni vissute in modo totalmente deregolato. Una soluzione c’è, ma parte dalla presa di consapevolezza che deve nascere prima nei genitori.

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