Un nuovo scudo contro la bronchiolite

Il Nirsevimab protegge i nostri bambini. Come? Ce lo spiega il dottor Salvatore Guercio Nuzio nella rubrica “Il pediatra risponde”.
bambini - raffreddore - pediatra
Foto di Myriams-Fotos da Pixabay

Il Nirsevimab è una grande novità nella prevenzione della bronchiolite e delle infezioni respiratorie causate dal virus respiratorio sinciziale (RSV), che ogni inverno colpisce molti neonati e lattanti. Questo virus è la principale causa di ricovero nei primi mesi di vita, soprattutto nei bambini più piccoli o nati prematuri.

Fino a poco tempo fa, esisteva un farmaco simile, il palivizumab, ma poteva essere dato solo a pochi bambini considerati “a rischio”. Oggi, invece, con il Nirsevimab si può offrire una protezione più ampia, efficace e duratura per tutti i neonati. È un anticorpo monoclonale che agisce in modo immediato: non stimola il sistema immunitario come un vaccino, ma fornisce direttamente gli anticorpi necessari per difendersi dal virus.

Basta una sola iniezione prima dell’inizio della stagione invernale per garantire una protezione di circa cinque mesi, cioè per tutto il periodo in cui il virus circola maggiormente. Non è necessario alcun richiamo nello stesso anno: nei bambini che nascono dopo la stagione epidemica, la somministrazione viene semplicemente ripetuta l’anno successivo, prima del nuovo inverno. Gli studi hanno dimostrato che il Nirsevimab riduce in modo significativo i casi gravi e i ricoveri per bronchiolite, con un profilo di sicurezza eccellente.

Per informazioni e per valutare quando somministrarlo, è importante rivolgersi al proprio pediatra di fiducia, che potrà consigliare tempi e modalità più adatte. Proteggere i bambini con il Nirsevimab significa offrire loro un inverno più sereno e una salute più sicura.

Salvatore Guercio Nuzio

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