«Missione compiuta». Stop agli aumenti tariffari GORI

Il consiglio di distretto sarnese vesuviano ha bloccato la proposta di schema tariffario avanzata da GORI che prevedeva aumenti del 19% nel quadriennio 2020-2023. Esulatano i comitati civici.
Rete civica acqua pubblica in campo (Foto di roegger da Pixabay)

«Missione compiuta», esulta la Rete civica No GORI. Bloccati gli aumenti tariffari proposti al consiglio di distretto Sarnese Vesuviano dal gestore del servizio idrico.

«Sembrava impossibile – si legge in una nota pubblicata sulla pagina Facebook Rete civica No GORI – ma il consiglio di distretto Sarnese Vesuviano non ha approvato le nuove tariffe GORI. Deciso, invece, il rinvio della seduta con l’impegno a bloccare gli aumenti e anzi approfondire la possibilità tecnica di poter ridurre le tariffe. Un grande successo per la rete “Comuni per l’acqua pubblica”, dovuto alla generosa mobilitazione dei comitati civici nelle ultime settimane. Abbiamo così fermato alti ingiustificati rincari in un momento di così drammatica crisi economica, anche alla luce degli esorbitanti aumenti del 31% già applicati nel quadriennio 2016-2019, da sommare al 35% del periodo 2012-2015. Un boom di costi a carico dei cittadini che prosegue senza sosta da un ventennio e che ha portato le bollette ad essere tra le più alte d’Italia e socialmente insostenibili per decine di migliaia di utenti».

Dunque, non ci sarà alcun aumento tariffario, almeno per il momento. Il consiglio di distretto Sarnese-Vesuviano, riunitosi questo pomeriggio in seconda convocazione, ha bloccato il via libera alla proposta di schema regolatorio 2020-2023 presentata dalla GORI. La pressione dei comitati e dell’opinione pubblica ha sventato il salasso che sarebbe pesato sui cittadini residenti nei 76 comuni dell’ambito. Un aumento del 19% nel corso del quadriennio che tutti hanno probabilmente giudicato eccessivo.

In parallelo c’erano altre due proposte per lo schema tariffario. La prima contemplava un abbattimento maggiore degli aumenti nel primo biennio e uno minore nel secondo. La seconda ipotesi portata al vaglio del consiglio di distretto prevedeva il blocco degli aumenti nel primo biennio e un aumento massimo del 2,4% nel secondo biennio. Ne è scaturita una discussione lunga e articolata, che alla fine ha portato il consiglio a congelare il punto e ad avviare un’ulteriore riflessione affinché si arrivi ad azzerare del tutto gli aumenti.

Sa. D’An.

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