Accompagnare il lutto con la fede: il messaggio del Vescovo per la Commemorazione dei defunti

Il messaggio “L’ora di passare da questo mondo al Padre (cfr Gv 13,1)” invita a riscoprire il significato cristiano delle esequie e la speranza della risurrezione. Allegate nuove indicazioni per accompagnare le famiglie nel lutto e celebrare il rito funebre nel rispetto della liturgia.
La Risurrezione, realizzata a Bruxelles, tra il 1523 e il 1531, dall’artista fiammingo Pieter van Aelst, – Foto Siciliani-Gennari/SIR

«Tra i tanti restauri urgenti, proposti alla nostra Chiesa, c’è quello delle Esequie cristiane». C’è anche questa constatazione nel messaggio che monsignor Giuseppe Giudice ha indirizzato alla diocesi in occasione della Commemorazione dei defunti del 2 novembre.

In L’ora di passare da questo mondo al Padre (cfr. Gv 13,1) il vescovo richiama le comunità cristiane a riscoprire il significato delle esequie e il loro legame con la fede.

Al messaggio sono allegate alcune disposizioni e precisazioni rivolte in particolare ai parroci e alle comunità. Una appendice che riserva indicazioni sulle modalità di accompagnamento delle famiglie e sullo svolgimento delle celebrazioni. L’obiettivo è ricondurre il rito cristiano alla sua dimensione liturgica e pastorale, evitando che venga assimilato a una commemorazione privata o affidato esclusivamente a logiche commerciali.

Accanto a chi è nel dolore

«In questi anni, abbiamo delegato troppo, lasciando tutto in mano ad altri, estranei, e mettendo da parte famiglie, parenti, amici e comunità cristiane», scrive il vescovo. Da qui l’invito a recuperare il ruolo della Chiesa nell’accompagnamento delle persone che vivono il lutto. «È tempo di rievangelizzare, con strumenti adatti che la Chiesa possiede per mandato».

Il tema della morte, sottolinea monsignor Giudice, non può essere separato dal Vangelo della vita né relegato esclusivamente nella dimensione privata. Per questo chiede alle comunità «un nuovo e rinnovato zelo pastorale». La presenza cristiana torni a essere riconoscibile nei luoghi della sofferenza e del commiato. Un richiamo che riguarda anche le strutture di accoglienza, chiamate a rimanere «Case umane» nelle quali accompagnare il tempo del pianto e del lutto, nel rispetto delle persone e delle disposizioni di legge.

Fede fondata sulla Pasqua di Cristo

Il messaggio affronta anche il tema della cremazione, oggi sempre più presente nelle scelte delle famiglie. Il vescovo ricorda che si tratta di una possibilità ammessa dalla Chiesa, purché attuata nel rispetto delle norme religiose e civili, ma invita a non trasformarla in una scelta automatica o dettata da ragioni di praticità.

«Anche la cremazione, che oggi è una possibilità e va attuata secondo le regole religiose e civili, non deve diventare una dittatura, una moda, per sbarazzarsi al più presto del corpo del defunto che per noi – pensando al sepolcro del Signore – è sempre ed ancora tempio dello Spirito Santo, e noi crediamo nella risurrezione della carne, fede fondata sulla Pasqua di Cristo».

Un argomento su cui monsignor Giuseppe Giudice era intervenuto anche in passato.

Il vescovo Giuseppe richiama inoltre l’attenzione sull’uso dei segni religiosi e sulla comunicazione del lutto, a partire dagli annunci funebri. L’invito è a utilizzare parole essenziali e appropriate, capaci di rispettare tanto la fede quanto il dolore dei familiari. «Le parole siano di sollievo al cristiano che crede, senza urtare l’uomo che piange», scrive.

Le disposizioni per le celebrazioni esequiali

Le precisazioni allegate al messaggio traducono questi richiami in indicazioni operative. Anzitutto, viene chiesto ai parroci di recarsi presso l’abitazione del defunto per incontrare e confortare i familiari e concordare con loro la celebrazione delle esequie. Il ministero della consolazione, precisa il documento, può essere svolto anche da diaconi, religiosi, religiose e laici adeguatamente preparati.

Particolare attenzione viene riservata all’omelia, che dovrà essere breve e rispettosa della condizione di dolore dei presenti. «Si eviterà di trasformare l’omelia in un elogio funebre. Essa è anzitutto annunzio del mistero pasquale e della speranza cristiana». Non è inoltre consentito sostituirla con pensieri o scritti del defunto.

Interventi al termine della celebrazione

Indicazioni precise riguardano anche gli interventi di amici e familiari durante il rito. Al momento del congedo si invita a evitarli; qualora si ritenga opportuno proporre un testo, il celebrante dovrà conoscerlo preventivamente. Il documento distingue infatti il momento celebrativo da quello commemorativo. Le commemorazioni civili, viene specificato, dovranno svolgersi fuori dalla chiesa.

Ai fedeli viene anche rivolto l’invito a evitare eccessi nella scelta dei fiori, destinando eventualmente le somme corrispondenti a opere di carità e beneficenza.

La sosta delle salme in chiese e congreghe

Un altro punto riguarda la sosta delle salme nelle chiese. È vietato lasciarle durante la notte nelle chiese aperte al culto. Potrà essere consentita la permanenza della salma in una congrega. Si invita a individuare, in ogni parrocchia o forania, un luogo adatto a questo scopo.

Cremazione, ceneri e rapporti con le imprese funebri

Le disposizioni ribadiscono la preferenza per la sepoltura dei corpi, pur riconoscendo la cremazione quando non vi siano motivazioni contrarie alla fede. In questi casi, la celebrazione liturgica delle esequie deve precedere la cremazione, secondo le norme liturgiche.

Viene ribadito anche il divieto di disperdere le ceneri o conservarle in luoghi privati.

Rapporto tra parrocchie e imprese funebri

Il documento interviene anche sui rapporti tra parrocchie e imprese funebri, per chiarire un aspetto che può generare equivoci nelle famiglie. «Le imprese funebri non hanno titolo per richiedere, a nome della Chiesa, alcuna offerta o stabilire alcuna somma per il servizio liturgico». Viene inoltre precisato che, di norma, le imprese non devolvono al sacerdote o alla parrocchia somme di quanto richiesto ai familiari per il funerale.

Case del commiato

Nelle case del commiato, infine, non è consentita la celebrazione della Messa esequiale per i fedeli cattolici, ma soltanto la preghiera e la benedizione della salma. Durante la Messa esequiale non è permessa neppure la raccolta di offerte, anche quando destinata a finalità caritative.

A conclusione delle disposizioni, il vescovo ne chiarisce la finalità: «Ogni disposizione ha semplicemente lo scopo di salvaguardare, in un contesto plurale e di confusione, l’originalità e la ricchezza della fede cristiana che si esprime nei momenti cruciali della vita».

Il 2 novembre monsignor Giuseppe Giudice presiederà le celebrazioni eucaristiche in suffragio dei defunti al cimitero di Sarno, alle 11, e al cimitero di Nocera Inferiore, alle 16.

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