Alla riscoperta del volto della Chiesa attraverso gli occhi di Paolo VI

Il tema al centro del convegno tenutosi presso la Pontifica Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale

Giovedì scorso, presso la Pontifica Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sez. San Tommaso, si è affrontato il tema “La santità di Paolo VI nei frutti del Concilio Vaticano II” durante la Lectio Magistralis tenuta dal vescovo mons. Giuseppe Giudice.

L’evento è stato caratterizzato da una sessione di studio, arricchita dalla partecipazione di esperti relatori che hanno condiviso preziose riflessioni sulla pratica teologica. Dopo i saluti del Decano prof. Antonio Foderaro si è dato il via a questa mattinata di studi.

La Lectio è stata moderata con grande perizia dal prof. Giampiero Tavolaro, che ha sapientemente coordinato gli interventi di autorevoli docenti, tra cui il prof. Domenico Esposito, docente emerito della Facoltà, il prof. Carmine Autorino, il prof. Francesco Asti e il prof. Edoardo Scognamiglio.

Un momento della Lectio Magistralis tenuta da mons. Giuseppe Giudice

Mons. Giudice ha presentato la relazione intitolata “L’ecclesiologia profetica di Paolo VI,” introducendola con l’affermazione chiave: “Paolo VI ha dedicato la sua vita ad amare, servire, lavorare e soffrire per la Chiesa di Cristo.” La Chiesa è stata il filo conduttore della sua esistenza e del suo profondo pontificato. L’intervento di mons. Giudice ha concentrato l’attenzione sul primo documento programmatico di Paolo VI, “Ecclesiam Suam.”

L’obiettivo del Papa con questo documento non è stato destabilizzare il Concilio, bensì fornire una chiara direzione. Paolo VI ha costantemente posto Cristo al centro dell’ecclesiologia, riconoscendo che la Chiesa è una presenza palpabile nella vita quotidiana e nelle sfide umane.

Il messaggio di Paolo VI in “Ecclesiam Suam” ha sottolineato l’importanza di confrontare l’ideale di Chiesa secondo la visione di Cristo con la realtà attuale. Questo richiamo ha invitato la Chiesa a prendere consapevolezza di sé e a comprendere il divario tra l’immagine originale e la realtà odierna.

Il prof. Salvatore Esposito ha evidenziato come il mistero della Chiesa abbia guidato il Concilio Vaticano II. Nella promulgazione della “Sacrosantum Concilium,” Paolo VI ha sottolineato l’importanza della liturgia come fondamentale per la vita spirituale e la crescita del popolo cristiano.

Il prof. Carmine Autorino ha messo in risalto il ruolo centrale della liturgia come apice e fonte della missione della Chiesa. Ha sottolineato la necessità di una formazione liturgica per l’intero popolo di Dio, a cominciare dai ministri ordinati.

Il prof. Francesco Asti ha citato Guglielmo Giaquinta, fondatore del movimento Pro Sanctitate, affermando che il santo è una parola, è una risposta dello Spirito Santo. Ha sottolineato come lo Spirito Santo se consideriamo Paolo VI una parola, una risposta dello Spirito comprendiamo come esso riconosca le sfide e le difficoltà che la Chiesa deve affrontare, ispirando risposte adeguate per far fronte alle evoluzioni culturali.

Il prof. Edoardo Scognamiglio, illustrando il ruolo profetico del Concilio nel promuovere la riconciliazione tra le Chiese e le comunità cristiane, ha contribuito a comprendere il punto di vista di Paolo VI, che ha descritto il Concilio come un grande sinodo, universale ed ecumenico.

Questo incontro di riflessione e studio ha generato diverse domande e aperto nuove prospettive, concentrandosi sulla riscoperta del volto della Chiesa attraverso gli occhi di Paolo VI. L’obiettivo è quello di essere testimoni attivi nella storia, come sottolineato dal prof. Asti: “Testimoni, poiché la testimonianza ha un effetto contagioso.”

Orazio De Vivo

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