Il periodo estivo ci regala il tempo. Poco o molto non importa, l’importante è usarlo per fare qualcosa che ci renda sereni e ci permetta di stare con le persone che amiamo.
Per alcuni è il tempo di trasformarsi in turisti, anche a “chilometro zero”, esplorando borghi nascosti, sentieri immersi nella natura e tesori d’arte che spesso diamo per scontati solo perché sono a due passi da noi.
Sali in auto, in treno, in bici o cammina: la scoperta del nostro territorio comincia appena fuori dalla porta di casa.
Storia, cultura, fede e paesaggio: l’Agro Nocerino Sarnese si racconta attraverso cinque itinerari proposti dalla nostra Diocesi in occasione della straordinaria esperienza dell’allestimento del Presepe in piazza San Pietro in Vaticano durante l’Anno Giubilare. Percorsi realizzati anche grazie al sostegno della Regione Campania, con fondi Coesione Italia 2021-2027.
Il secondo percorso ci porta su “La Via Mariana dell’Agro”
Il percorso prende avvio a Sarno, al Santuario di Maria SS. delle Tre Corone, dove l’immagine sacra della Madonna, chiamata popolarmente “quadriello”, evoca la triplice dignità di regina, madre e protettrice, che nel Settecento la portò a diventare patrona della città, rafforzando un legame ancora oggi fortissimo.
Il santuario dialoga con la Concattedrale di San Michele nella zona Episcopio, con il borgo antico di San Matteo e l’omonima chiesa, formando un insieme in cui religiosità e storia urbana si intrecciano. Borgo San Matteo, detto anche Terravecchia, è un nucleo antico, raccolto e compatto, che segue l’impianto dei villaggi medievali. Poco oltre, un’altra meraviglia: l’incontaminata sorgente del Sarno di Rio Palazzo, dove l’acqua sgorga cristallina dalla base di un’antica dimora gentilizia.
Scafati e la Madonna dei Bagni
La seconda tappa è Scafati, nel Santuario di Maria SS. Incoronata dei Bagni, costruito presso l’antica fonte ritenuta miracolosa e legata a guarigioni e grazie popolari. L’interno, a tre navate, custodisce una ricca decorazione in stile classicheggiante, affreschi di D’Agostino e Postiglione, un presbiterio rivestito di mosaici marmorei settecenteschi e la pala del 1639 dedicata alla Madonna dei Bagni.
Pagani e il culto della Madonna delle Galline
Il cammino prosegue verso Pagani, nel seicentesco Santuario della Madonna “delle Galline”, centro simbolico della religiosità popolare campana, dove il culto è legato al racconto del ritrovamento di un’antica immagine mariana scoperta da alcune galline. La facciata barocca della chiesa è arricchita da elementi architettonici scolpiti e da due figure simboliche: a sinistra la personificazione della Pudicizia, a destra quella della Speranza. Sopra l’ingresso principale è incastonato un rilievo che mostra la Madonna del Carmelo con il Bambino, sospesa su una coltre di nuvole e incoronata da una coppia di angeli.
Nocera Inferiore e la figura di San Prisco
Il viaggio continua fino ad arrivare a Nocera Inferiore, dove la Cattedrale di San Prisco rappresenta il cuore spirituale della valle, segno di continuità cristiana attraverso i secoli. A pochi passi dalla Cattedrale, il Museo Diocesano “San Prisco” conserva reliquiari, paramenti, codici miniati e argenterie, offrendo una testimonianza concreta della storia religiosa dell’Agro.
Nocera Superiore: il Battistero e il Santuario di Materdomini
A Nocera Superiore, spostandosi per pochi minuti in auto, la Via Mariana raggiunge il Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore. È un monumento del VI secolo a pianta centrale, con un vasto fonte ottagonale per il battesimo per immersione, considerato il secondo più grande d’Italia. Le colonne in marmi provenienti da edifici romani testimoniano la continuità tra Nuceria Alfaterna e la comunità cristiana che la seguì. L’edificio offre ancora oggi la percezione di una spazialità unica, in cui architettura antica e fede si fondono in un’unica narrazione.
Sempre a Nocera Superiore, nella frazione di Materdomini, si raggiunge la Basilica-Santuario di Santa Maria Materdomini, antica fondazione benedettina e oggi basilica minore fondata attorno all’anno Mille. A dimostrazione della sua lunghissima storia e dell’importanza avuta nel corso dei secoli, l’edificio conserva un patrimonio artistico di rilievo, tra cui due grandi tele di Angelo Solimena dedicate alla visita di papa Niccolò II e al miracolo dell’imperatore Enrico IV.
Tra i riti più partecipati c’è la veglia notturna tra il 14 e il 15 agosto, quando i pellegrini, nel buio, intonano l’antico canto dialettale “Scinn scinn zij munacone scinn, arapre stu purton” col quale si chiede ai frati di aprire le porte del santuario: un momento in cui la fede diventa coro collettivo che dà l’avvio alla festa. A questo rito si lega la tradizione di consumare per la festa la “palatella”, un pane allungato e con le estremità tondeggianti, tradizionalmente farcito con melanzane sott’olio e alici.
A Roccapiemonte il santuario in altura di Santa Maria di Loreto
L’ultimo tratto del percorso conduce a Roccapiemonte, al Santuario di Santa Maria di Loreto, posto in posizione elevata alle pendici del monte. Le prime attestazioni risalgono al XII secolo, e nel tempo il sito ha ottenuto indulgenze e riconoscimenti che ne hanno accresciuto il ruolo nella devozione locale.
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