Il 2026 segna un traguardo speciale per la comunità di Sant’Antonio di Padova ad Orta Loreto: sei giovani coppie hanno scelto di celebrare il sacramento del matrimonio. In un tempo in cui spesso si preferiscono convivenze o matrimoni civili, la loro decisione racconta una direzione diversa, radicata nella fede.
A tutti è stata posta la stessa domanda: «Perché avete scelto proprio il matrimonio cristiano?». Le risposte restituiscono un mosaico intenso e concreto.
Per Francesco e Dina, cresciuti in parrocchia, «non c’è progetto più grande di quello scritto da Dio»: sposarsi in Cristo è il naturale “eccomi” a una chiamata che li invita a costruire una famiglia come piccola chiesa domestica. Andrea e Mariarosaria parlano di una promessa «pronunciata davanti a ciò che resta immutabile», cercando una forza che vada oltre la fragilità umana.
Antonio e Noemi sottolineano il bisogno della benedizione e della guida di Dio, certi che l’amore, sostenuto dalla fede, possa crescere ogni giorno. Per Salvatore e Margherita, il matrimonio è il desiderio di un amore accompagnato da una fede che unisce e orienta tutta la vita. Dino e Carmen lo definiscono «non un semplice rito», ma la scelta di fondare il futuro sulla fede.
Infine, Salvatore e Valeria vedono nella Chiesa una comunità viva, «fatta di mani e occhi, di luce e speranza», capace di sostenere anche nei momenti difficili.
Il matrimonio, allora, non è il punto di arrivo di una festa, ma l’inizio di una missione. A queste coppie l’augurio dell’intera comunità: che la loro unione sia segno di un Amore che non conosce tramonto.
Dina Grimaldi
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