Una sosta per ascoltare Dio

Nel novembre 1973 l’Associazione vive gli Esercizi spirituali, una sosta di grazia che rivela con chiarezza l’orizzonte formativo da offrire ai propri soci: una formazione integrale, profondamente ecclesiale, capace di coniugare vita spirituale e impegno concreto.
I partecipanti al convegno tenutosi al Colle S. Alfonso di Torre del Greco dal 2 al 4 novembre 1973

Dopo aver vissuto, dal 2 al 4 novembre 1973, il quarto Convegno della Pia Unione Ammalati presso il Colle Sant’Alfonso di Torre del Greco, momento di formazione e di rilancio dell’apostolato a servizio degli ammalati, il cammino dell’Associazione conosce subito un’altra tappa significativa. Dal 19 al 23 novembre 1973, presso la parrocchia Santa Maria delle Grazie in Pagani, si tiene un Corso di Esercizi spirituali predicato dal redentorista padre Ettore Santoriello.

Non si tratta di un appuntamento isolato, ma di un passaggio che rivela con chiarezza l’orizzonte formativo che l’Associazione intende offrire ai propri soci: una formazione integrale, profondamente ecclesiale, capace di coniugare vita spirituale e impegno concreto.

Il tema scelto – «La vita nuova in Cristo e nella Chiesa e l’aiuto dei Sacramenti» – è già un programma: Cristo al centro, la Chiesa come grembo vitale, la grazia sacramentale quale fondamento dell’agire apostolico. Entrando nel dettaglio delle meditazioni quotidiane si coglie tutta la ricchezza del percorso proposto.

Il 19 novembre la riflessione si concentra sul «Trionfo del Vangelo»: l’annuncio cristiano come forza capace di trasformare la storia e i cuori. Il giorno seguente l’attenzione si sposta sul «Valore e attualità del Sacramento della Penitenza», richiamo esigente a una conversione continua. Il 21 novembre il tema è luminoso e impegnativo: «Uomini nuovi: vocazione alla santità». Non un ideale riservato a pochi, ma una chiamata universale. Il 22 novembre è l’Eucaristia a occupare il centro della meditazione: «L’Eucaristia alimenta la vita divina e costruisce la Chiesa», cuore pulsante della comunità cristiana. Infine, il 23 novembre, lo sguardo si apre alla dimensione mariana con «La Madonna nel mistero di Cristo e della Chiesa», a ricordare che il cammino ecclesiale è sempre accompagnato dalla Madre.

A suggello di questi giorni intensi, il 23 novembre 1973, alle ore 18.30, il vescovo mons. Jolando Nuzzi presiede la Concelebrazione conclusiva, raccogliendo gli impegni maturati durante gli Esercizi. La sua presenza non è soltanto un gesto formale, ma segno concreto di una comunione viva con la Chiesa diocesana.

Il testo dell’invito agli Esercizi

Particolarmente significativo è il testo riportato sul retro dell’invito agli Esercizi, che ne sintetizza lo spirito: «Se sapessimo ascoltare Dio, sentiremmo che Egli ci parla. Infatti Dio parla. Ha parlato per mezzo del suo Vangelo. Parla pure attraverso la vita, questo nuovo Vangelo di cui noi stessi scriviamo ogni giorno una pagina. Ma, poiché la nostra fede è troppo debole e la nostra vita troppo umana, di rado riusciamo a cogliere il messaggio di Dio. Questi esercizi spirituali vogliono proprio essere una sosta per ascoltare meglio, insieme ai fratelli, la voce di Dio che ci chiama a una fede più seria e matura». Parole che, ancora oggi, conservano una sorprendente attualità.

Questi momenti si rivelano veri pilastri nel consolidamento dell’azione associativa. La formazione umana e cristiana cammina di pari passo, nel desiderio di realizzare pienamente il carisma ricevuto, a beneficio di ogni uomo e donna, di ogni figlio di Dio chiamato a essere membro vivo e operante della Chiesa.

Le domande degli associati

La diffusione dell’Associazione spinge soci e simpatizzanti a porsi domande fondamentali: sull’identità dell’opera, sulla sua spiritualità, sull’impegno accanto agli ammalati; su come costituire e vivere un gruppo; su come inserirsi nelle comunità parrocchiali per promuovere l’apostolato della sofferenza e organizzare iniziative legate al Centro di Pagani.

Tali interrogativi nascono dall’esperienza concreta. Per questo, nel febbraio del 1974, Alfonso, insieme al suo padre spirituale, padre Casaburi, cercò di offrire risposte chiare e orientative. Un quaderno manoscritto, che ancora oggi conserviamo, offre spunti preziosi per comprendere l’animo che guidò la fondazione dell’Associazione, realtà che per i suoi tempi risultò all’avanguardia, sia a livello ecclesiale – in piena sintonia con il Concilio Vaticano II da poco celebrato – sia a livello sociale.

Nei prossimi mesi analizzeremo le domande poste e le risposte offerte dal “Fratello Maggiore”, insieme al suo padre spirituale, per guidare il cammino dell’Associazione in piena comunione con la Chiesa, nel solco dell’unità.

Questa rubrica, curata da don Gaetano Ferraioli, intende approfondire la vita e l’opera del Servo di Dio Alfonso Russo (1943–2013), fondatore della Pia Unione Ammalati Cristo Salvezza

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts
Leggi tutto

Scrittura a mano. Carta e penna addio?

Qual è il futuro della scrittura a mano? Cosa stiamo perdendo e come ci cambierà? Lo abbiamo chiesto alla consigliera nazionale dell’AGI, Filomena Ventre. «Nessuno vuole demonizzare l’uso della tastiera, ma ciò non toglie l’importanza di insegnare ai bambini a scrivere a mano», le parole dell’esperta