Il primo pellegrinaggio in treno a Lourdes si rivela un’esperienza intensa e travolgente, sia sul piano spirituale sia nell’assistenza concreta agli ammalati. Particolarmente significativo è il senso del pellegrinaggio e delle preghiere che lo accompagnano: ringraziare il Signore e la Madonna per aver donato alla Diocesi, dopo anni di sede vacante, un Pastore degno nella persona di S. Ecc. Rev.ma mons. Jolando Nuzzi; invocare numerose e sante vocazioni per il clero diocesano e regolare e per le religiose; chiedere, infine, la crescita e la diffusione della Pia Unione Ammalati, che celebra il suo primo decennale.
Si avverte la necessità di ampliare la formazione, umana e cristiana, per una missione forte e incisiva nel campo della sofferenza: una formazione attenta e matura, capace di rendere ciascuno sempre più «lievito che fermenta la massa». Dal 10 al 13 settembre 1973 la Diocesi organizzò un corso di catechesi presso la basilica di Sant’Alfonso in Pagani. Alfonso annota: «Abbiamo partecipato anche noi… Per richiesta del Vescovo molti sacerdoti, suore e laici pranzarono da noi presso la nostra sede, tra 20 e 30 persone al giorno (tutto gratuito). Il Signore ci benedica. Il corso era al mattino dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00».
Il quarto convegno
È significativo constatare il desiderio di «formarsi», ma anche di «servire»: il servizio è l’anima dell’opera, un servizio a tutti senza distinzione, nella piena volontà dei superiori e con attenzione e carità verso il prossimo.
Con questo spirito, dal 2 al 4 novembre 1973 si svolse il 4° Convegno della Pia Unione Ammalati, presso il Colle S. Alfonso a Torre del Greco (NA). Dalle conclusioni dell’evento, redatte il 5 novembre, si legge: «Dal pomeriggio del giorno 2 al 4 novembre 1973, sulla collina dei Camaldoli di Torre del Greco – Colle S. Alfonso – la Pia Unione Ammalati ha tenuto il suo quarto convegno. Numerosi sono stati i rappresentanti provenienti da Sarno, Caturano, Casalvelino, Scala, Casamassima, Nocera Inferiore, Nocera Superiore e Pagani, con un buon numero di partecipanti sia maschili sia femminili».
Durante il convegno furono trattati due temi, “Il Dolore nella Storia dell’Uomo” e “Il Dolore nella Storia dell’Umanità”, presentati dal parroco don Saverio Calabrese. All’incontro era presente anche don Mario Ceneri. Il Direttivo era al completo, partecipò anche l’avvocato Maria Pepe che svolse le funzioni di segretaria.
Dai temi emersero conclusioni importanti per la vitalità della Pia Unione Ammalati e si sviluppò un’animata discussione sui problemi dell’apostolato degli ammalati, estendendo idealmente l’attenzione anche ai poverelli e agli emarginati, pur mantenendo saldo lo scopo specifico dell’Associazione. Fu auspicata una partecipazione attiva in ogni riunione, condividendo esperienze e riflessioni.
I lavori del 3 novembre si svolsero con la trattazione mattutina de “Il Dolore nella Storia dell’Uomo” e quella pomeridiana de “Il Dolore nella Storia dell’Umanità”. Alle ore 11.00, padre Bernardino M. Casaburi diresse la discussione sull’apostolato della Pia Unione Ammalati, proponendo alcuni spunti di riflessione.
Alle ore 18,00, mons. Jolando Nuzzi, Vescovo di Nocera dei Pagani e Sarno, presiedette la concelebrazione nella cappella dello Studentato Redentorista, rivolgendo dopo la proclamazione del Vangelo una parola chiara e significativa all’assemblea, che partecipò pienamente alla Messa sotto le due specie. Dopo la celebrazione, Sua Eccellenza si intrattenne con tutti nell’Aula Magna, ricordando con entusiasmo il recente pellegrinaggio a Lourdes e auspicando un pellegrinaggio ancora più partecipato nel 1974. A ciascun partecipante fu consegnata un’immaginetta della Madonna di Lourdes.
Il 4 novembre, alle ore 9.00, dopo la recita delle Lodi e la colazione, fu aperta la seduta. Il direttore, Gerardo Tipaldi, presentò la relazione sul lavoro svolto nel 1973 e illustrò il programma per il 1974. Alle ore 11.00, padre Casaburi celebrò la Messa e, nel rivolgersi ai convenuti dopo la proclamazione del Vangelo, li incoraggiò alla carità, li esortò all’unità e li spronò a un apostolato coraggioso, superando le difficoltà connesse al servizio nel nome del Signore e della Madonna per amore dei fratelli sofferenti.
Il Convegno si concluse con un desiderio e un voto condivisi: porre al centro della vita della Pia Unione Ammalati un forte senso di responsabilità, nei dirigenti, nei soci, negli amici e nei benefattori, che deve manifestarsi prima nella propria conversione e poi nell’impegno verso gli altri, per un rinnovamento reale delle strutture e dell’organizzazione. Il Fratello maggiore, Alfonso Russo, pronunciò le ultime parole, invitando tutti a rimanere sempre uniti al centro e a lavorare in armonia con esso.
Questa rubrica, curata da don Gaetano Ferraioli, intende approfondire la vita e l’opera del Servo di Dio Alfonso Russo (1943–2013), fondatore della Pia Unione Ammalati Cristo Salvezza
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