Bambini in festa, giovani impegnati, adulti responsabili: l’Azione Cattolica è tante cose, ma soprattutto azione e sacrificio, a cui va aggiunta la preghiera. Sì, la preghiera è il punto cardine di questo cammino, un percorso che si compie insieme a tanti laici e non solo. Infatti, al fianco dei soci ci sono sacerdoti che assumono un ruolo particolare: quello di assistenti. Essi si fanno compagni di viaggio.
Ma come si insegna oggi a stare davanti a Dio? L’essere assistente è un modo diverso di camminare con i fedeli rispetto al ruolo di parroco? Abbiamo esplorato questi interrogativi con il collegio diocesano composto da don Roberto Farruggio, don Giuseppe Ferraioli, don Domenico Petti e don Mattia D’Antuono.
Per don Roberto la preghiera è l’anima di ogni attività, il respiro che impedisce all’agire di svuotarsi. Nella sua esperienza – anche prima di intraprendere il cammino sacerdotale – ha incontrato laici capaci di trasformare l’ordinarietà in straordinarietà grazie alla fede. Per don Domenico, i primi educatori sono stati «fari nella notte»: testimoni che gli hanno insegnato a pregare con la vita. Don Mattia sottolinea la dimensione corale: è nella comunità che si incontra Dio, scoprendosi fratelli per diventare figli del Padre.
Essere assistente è, per don Roberto, «piena espressione della presbiterialità»: un camminare fianco a fianco dove ascolto e corresponsabilità sono pilastri. Don Domenico vede questa chiamata come «esigente e necessaria» nel nostro tempo fluido: l’assistente non è un «capo», ma un fratello maggiore che accoglie i dubbi e scommette sui giovani. Per don Mattia, questo servizio mostra quanto sia edificante «sentirsi Chiesa in cammino».
Accompagnare le anime è una responsabilità totale. Don Roberto punta sulla testimonianza per una fede matura; don Domenico sull’urgenza di educare al silenzio e all’essenziale. Don Mattia ricorda che, nonostante i limiti umani, è la Grazia di Dio a operare attraverso il sacerdote, donando pace a chi guida e a chi è guidato.
Educare richiede onestà. Don Mattia osserva che i bambini cercano la verità e una preghiera che sia dialogo, non memoria. Don Domenico aggiunge che con i giovani non servono pacchetti di idee, ma occorre indicare Dio camminando insieme tra cadute e risalite. Per gli adulti, don Giuseppe suggerisce di leggere lavoro e famiglia alla luce della Parola. Infine, don Roberto ricorda che preghiera e servizio sono inseparabili come le mani di un unico corpo: la guida spirituale è vitale per non smarrirsi e portare frutti maturi nella Chiesa
Esperienze che aiutano la comunità a riconoscere l’impegno dei sacerdoti e quanto sia importante sostenerli.
Come donare
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