Lourdes 1973: un pellegrinaggio di fede e condivisione

La Pia Unione Ammalati celebra il primo decennale dell’associazione con un viaggio che unisce preghiera, impegno e solidarietà.
Alcuni ammalati con i barellieri e le dame prima di partire per Lourdes

Proseguendo nella lettura dei materiali ritrovati – una sorta di agenda composta da foglietti scritti a mano – emerge con chiarezza la ciclicità degli impegni associativi. Nasce così il desiderio di restituire, in poche righe, un vero e proprio calendario di appuntamenti che scandiscono l’anno. Colpisce la scelta di non legare le iniziative a un unico luogo: santuari, parrocchie e case religiose della diocesi di Nocera dei Pagani-Sarno, ma anche sale convegni e sedi associative dell’Agro. Una scelta che rivela un duplice obiettivo: far conoscere l’Associazione e, al tempo stesso, educare all’attenzione verso il mondo della sofferenza, allora poco visibile.

Nel tempo si susseguono ritiri spirituali, incontri con gli ammalati, esercizi spirituali, convegni e giornate di studio, momenti formativi e di preghiera, adorazioni eucaristiche, iniziative culturali e caritative, pellegrinaggi, corsi biblici e attività natalizie – come la realizzazione del Presepe artistico in Associazione e la rappresentazione del Presepe vivente – in un cammino continuo di fede, formazione e servizio.

Il primo pellegrinaggio in treno

Seguendo il ritmo cronologico degli appunti, emergono pagine particolarmente significative dedicate al pellegrinaggio a Lourdes del 1973, organizzato in occasione del primo decennale dell’Associazione. In una nota datata 8 agosto, Alfonso scrive: «Per festeggiare meglio il decennale della nostra Associazione abbiamo organizzato il pellegrinaggio a Lourdes in treno. È stata la prima volta che siamo andati in treno; la prima volta che è partito un treno dalla nostra Diocesi, un vero pellegrinaggio diocesano; ed è stata la prima volta che ha partecipato il Vescovo. Sia reso grazie a Dio nostro Padre».

Il pellegrinaggio si svolse dal 27 agosto al 2 settembre 1973 e, accanto alle celebrazioni liturgiche proposte dal Santuario e alle attività comuni dei pellegrini, il programma prevedeva anche un ciclo di conferenze promosso dall’Associazione. Per quell’anno furono affidate al molto reverendo padre Palmino Sica, redentorista, sul tema: Per una revisione di vita cristiana – Lourdes è vita.

Numerosi furono gli eventi preparatori, segno di un coinvolgimento ampio e partecipato. Alfonso annota: «S. Ecc. il Vescovo mons. Jolando Nuzzi è venuto per la prima volta presso la nostra Direzione il 25 agosto 1973. Ha benedetto lo stendardo della Pia Unione Ammalati (primo stendardo con la Croce); padrino è stato il dott. Tommaso De Pascale, insieme alla moglie. Erano presenti numerose autorità civili e religiose. È stato benedetto anche il cero offerto dal Mercato Ortofrutticolo di Pagani, da portare a Lourdes».

Dagli appunti emerge inoltre un intenso clima di preghiera: «Furono celebrate Sante Messe per la buona riuscita del pellegrinaggio a Sarno, presso la parrocchia di S. Alfredo; a S. Marzano; a Nocera Inferiore, nella parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo; e a Pagani, nella parrocchia di S. Maria delle Grazie». Al ritorno, il 4 settembre 1973, nella stessa parrocchia di Pagani, il Vescovo concelebrò la Santa Messa di ringraziamento, alla presenza di numerosi fedeli e pellegrini.

Il coinvolgimento del mercato ortofrutticolo

Tra i documenti conservati vi è anche una lettera inviata ai dirigenti e agli operai del Mercato Ortofrutticolo di Pagani, nella quale si esprime gratitudine per il dono del cero, portato processionalmente alla Grotta di Lourdes da un giovane poliomielitico e acceso ai piedi della Madonna.

Davanti a queste parole resto profondamente emozionato. Vi si coglie la sensibilità di un’intera comunità, capace, nonostante le difficoltà del tempo, di compiere un gesto semplice ma carico di significato. In quel cero acceso ai piedi della Madonna, molti ammalati hanno trovato vigore e forza per affrontare le prove della vita.

Anche le intenzioni del pellegrinaggio rivelano una profonda consapevolezza ecclesiale. In una comunicazione si legge che esso fu vissuto come pellegrinaggio mariano di ringraziamento per il dono del nuovo Vescovo, mons. Jolando Nuzzi, per implorare sante vocazioni e per affidare alla Madonna lo sviluppo e la diffusione della Pia Unione Ammalati nel suo primo decennale.

Davanti a questa testimonianza riconosco come non siano mai mancate occasioni per pregare, far pregare e far conoscere la Pia Unione Ammalati. Dal profondo del cuore elevo al Signore un inno di ringraziamento per quanto è stato realizzato grazie all’impegno non solo di Alfonso, ma delle tante mani che hanno lavorato, delle voci che hanno cantato, dei cuori che, uniti a quello di Maria, hanno seminato e fatto crescere l’amore. A tutti loro – fratelli e sorelle dell’Opera, amici e benefattori, sacerdoti, religiosi e religiose – va un sincero e riconoscente grazie.

Don Gaetano Ferraioli, direttore Pia Unione Ammalati Cristo Salvezza

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