Missione stimmatina in Indonesia

L’esperienza di padre Aldo D’Andria e tre giovani di Poggiomarino che hanno visitato Maumere per vivere da vicino la missione stimmatina, tra fraternità, ascolto e impegno sociale.
Padre Aldo insieme ai confratelli stimmatini indonesiani

Gli Stimmatini operano in Asia da oltre cento anni, con missioni in Cina (1925-1955), Guam, Thailandia, Filippine, India e, dal 2011, in Indonesia. Tra luglio e agosto ho visitato con Francesco, Nicola e Roberto – tre giovani di Poggiomarino – la comunità indonesiana, in un Paese vasto e multiculturale, composto da oltre 17.500 isole e 284 milioni di abitanti, con circa 200 lingue e numerosi dialetti. Nonostante la maggioranza musulmana, l’Indonesia è caratterizzata da una convivenza religiosa rispettosa, con cattolici, protestanti, induisti, buddisti e animisti.

Questa pluralità di culture e fedi rende la missione stimmatina una sfida stimolante, che continua a spingerci verso gli estremi confini della terra.

I cattolici sono una minoranza in Indonesia, ma a Flores, dove si trova la nostra prima comunità stimmatina, costituiscono la maggioranza. La missione cattolica, attiva fin dal XVI secolo, si è distinta per iniziative educative e sanitarie. Oggi molte scuole e ospedali, gestiti da diocesi e istituti religiosi, continuano quell’opera pionieristica di servizio sociale.

Gli stimmatini a Maumere. La ragione che ci ha spinto fino alla città di Maumere è legata essenzialmente alla testimonianza. Francesco spiega: «Testimone è colui che vede, sperimenta e racconta ciò che ha vissuto nell’impatto con la realtà. Anche noi siamo arrivati in Indonesia non con la pretesa di fare qualcosa per i nostri fratelli, ma per toccare con mano e vivere con il cuore lo spirito stimmatino che, come un germe, si sta sviluppando tra quella gente. In quanto cristiani ci appartengono, e come parte della famiglia stimmatina – in cui noi stessi siamo cresciuti – condividono con noi la stessa fraternità».

Foto di gruppo

Nicola, suo fratello gemello, aggiunge: «Testimone è anche colui che si pone in un atteggiamento di ascolto, che non significa semplicemente udire, ma accogliere l’originalità e la ricchezza dell’altro, diverso da noi e, a volte, sorprendentemente simile. Ci ha colpito, ad esempio, che in Indonesia i cristiani invochino Dio con lo stesso nome usato dai musulmani: Allah. La differenza sta solo nella pronuncia – distinta per gli uni e per gli altri – ma di fatto tutti ci riconosciamo figli dello stesso Padre».

La missione stimmatina oggi. Grazie a Dio abbiamo già un sacerdote indonesiano; altri tre attendono l’ordinazione e la professione perpetua, mentre dieci giovani sono nella fase del professorio e della scuola di teologia. Una trentina di aspiranti ha appena iniziato il cammino. Come stimmatini ci impegniamo nell’apostolato con ritiri, assistenza spirituale, aiuto alle parrocchie e opere di carità, tra cui piccoli sostegni ai poveri e adozioni di studenti. La Chiesa indonesiana è particolarmente vicina alle zone periferiche e ai più bisognosi.

Roberto conclude: «Per noi quattro, che abbiamo condiviso dieci giorni di fraternità stimmatina con padre Donato e la comunità, resta nel cuore l’impegno a continuare un sostegno fatto di preghiera e aiuto concreto, affinché la presenza stimmatina in Indonesia porti frutti di bene per il Regno di Dio».

Padre Aldo D’Andria

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts