Verso la Materdomini, il messaggio del vescovo Giuseppe ai giovani pellegrini

Per il terzo anno consecutivo, i giovani della diocesi si metteranno in cammino nella notte tra il 13 e il 14 agosto per raggiungere il santuario di Materdomini in Nocera Superiore.
Il tempietto con l'icona della Materdomini - foto S. Alfano/Insieme
Il tempietto con l’icona della Materdomini – foto S. Alfano/Insieme

Il mese mariano di maggio si chiude con lo sguardo verso la Materdomini. Il vescovo Giuseppe ha ufficializzato il testo del Messaggio del pellegrinaggio diocesano dei giovani del 14 agosto.

Per il terzo anno consecutivo, le nuove generazioni della diocesi si metteranno in cammino nella notte tra il 13 e il 14 agosto per raggiungere il santuario di Materdomini in Nocera Superiore, insieme ai tantissimi pellegrini devoti della Madre del Signore venerata da quasi mille anni nel santuario nocerino.

Una tradizione che si ripete da secoli in occasione della solennità dell’Assunzione di Maria in cielo. I fedeli arrivano nella frazione di Nocera Superiore da diverse zone del salernitano e del napoletano portando carretti devozionali addobbati a festa con l’immagine della Mater Domini.

Icona bizantina di Maria Santissima Materdomini - foto S. Alfano/Insieme
Icona di Maria Santissima Materdomini – foto S. Alfano/Insieme

Ad accompagnare i tanti giovani delle cinque foranie che, coordinati dal Servizio diocesano di Pastorale giovanile, si incammineranno verso la Materdomini sarà il messaggio del Pastore diocesano racchiuso in un invito Meditare le cose di Dio secondo l’insegnamento di Maria.

Nel messaggio il Vescovo invita a leggere due versetti dal Vangelo di Luca, Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore (Lc 2,19) e Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. (Lc 2,51)

Nella nota, mons. Giudice ritorna a soffermarsi su un tema a lui caro, la comunicazione e il rischio di smarrirsi in mezzo a tanto vuoto rumore: «In un tempo di comunicazione selvaggia e superficiale, ne abbiamo estremamente bisogno per non smarrire la coscienza delle cose essenziali».

Importante allora, ispirarci alla scuola di Maria e imparare da Lei a custodire il divino: «A Betlemme, dopo la visita dei pastori e lo stupore di chi ascolta, Maria – da parte sua – custodisce e medita tutto nel cuore, insegnandoci a rileggere nell’intimo ogni avvenimento, e rileggerlo alla luce della fede. Rileggere con calma ed attenzione, senza smarrire nessun particolare, nessun dettaglio».

Un dono che deve accompagnarci nel nostro quotidiano: «Rientrata a Nazareth, dopo aver ritrovato Gesù smarrito a Gerusalemme, di nuovo l’evangelista appunta: Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2,51). Torniamo a casa, a Nazareth, nel cuore, e dopo ogni smarrimento, impariamo a custodire le cose necessarie, non superflue, nello scrigno del cuore».

Il vescovo, in conclusione, invita i giovani a chiedere a «Maria, Mater Domini, il dono di custodire nella cella del cuore la nostra vita, gli affetti, la creazione, la Chiesa, i sogni e ogni dono utile per il pellegrinaggio esistenziale. Allora si cresce, non dispersi e frantumati, ma capaci di esprimere nella varietà dei giorni l’unità della persona. E saremo felici».

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