Le Figlie del beato Tommaso compiono 149 anni

Anniversario importante per la Congregazione fondata dal beato Tommaso Maria Fusco. Una riflessione di don Antonio Lobefalo
La Madre generale, suor Alfonsa Bove (al centro), in visita ad una comunità della Nigeria

Le Figlie del beato Tommaso Maria Fusco compiono 149 anni. Il sacerdote paganese fondò l’istituto delle suore Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue il 6 gennaio 1873.

A 20 anni di beatificazione del nostro amatissimo Tommaso Maria Fusco ci rallegriamo ed esultiamo con slancio per il dono della sua santità. Egli manifesta ampiamente il volto più bello della chiesa, quale è appunto la santità. La sua vita è un intreccio di fili evangelici che tessono la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli. Il suo cuore è un ripetitore fedelissimo dell’Amore del Padre Celeste diffuso dall’altare della croce di Gesù. Il suo sorriso una vera icona della tenerezza di Dio e della sua infinita misericordia.

Don Fabio Senatore insieme alla comunità della Casa madre nella Messa a conclusione del triduo per l’anniversario di fondazione della Congregazione

Sognatore di una vita al servizio del Vangelo

A soli sei anni orfano di madre, rimane poco dopo anche senza il padre, ma è nutrito dalle cure premurose del fratello maggiore, della sorella e dello zio Giuseppe che guidava ormai questo nucleo familiare senza genitori. La sua famiglia di buona posizione sociale ed economica è la fucina della sua indole docile e generosa, disponibile, attenta agli altri e pronta a condividere con gioia ciò che la vita non gli ha fatto mancare.

Già il padre, farmacista, vede in questo ragazzo il migliore erede non solo del nome della famiglia, ma anche il continuatore della sua professione. E quando il fratello maggiore intraprende la vita ecclesiastica, tutte le speranze si posano su di lui. Ma il giovane Tommaso rimane affascinato dalla figura del grande sant’Alfonso Maria de Liguori e sogna una vita al servizio del Vangelo e dei fratelli specialmente di quelli più lontani, bisognosi e spesso dimenticati da tanti ma non da Dio.

Si comprende da queste veloci pennellate biografiche l’immenso spessore di umanità che caratterizza la vita del nostro Tommaso Maria e che si arricchisce dei doni della Grazia mano a mano che il giovane cresce e si confronta con la situazione umana e cristiana della sua gente.

Pagina vivente del Vangelo

Il beato Tommaso Maria Fusco, vero e fedele amico di Gesù Cristo, è una pagina vivente di Vangelo. Vicino a Dio per portare i suoi fratelli al Cielo e sensibile e attento alle sorti dei suoi paesani per avvertire l’urgenza di dare pane per la vita d’ogni giorno a chi non ne ha a sufficienza, istruzione e cultura per chi vive abbandonato a se stesso, per allargare gli orizzonti della mente e soprattutto manifestare la vicinanza di quel Dio che si è fatto vicino per essere luce e forza nel cammino di ogni creatura.

Sacerdote fervente

Un vero sacerdote fervente che vive tra la gente col cuore di Cristo, per dispensare i doni dell’Amore. Il suo sogno di essere prete permette a Dio di realizzare la sua passione di vivere con gli uomini. Don Tommaso, servo e annunciatore della Parola, educa alla fede i piccoli, e ministro della grazia, santifica i fratelli con i segni della salvezza.

Con la sua vita unisce il cielo con la terra e glorifica Dio elevando uomini e donne alla vita di figli e figlie. Nessuna fatica, nessuna amarezza, nemmeno una calunnia ha distolto il cuore dell’uomo di Dio dal suo proposito santo.

La sua fede ha illuminato il cammino sacerdotale, la sua speranza lo ha spinto verso gli altri senza alcuna riserva, la sua carità ha riprodotto umilmente quell’Amore che ha fatto del Figlio di Dio il nostro amico fedele fino al dono della sua vita per liberarci dalle tenebre del peccato e dalla morte e donarci la gioia dell’eternità.

Incarna la tenerezza di Dio

Il beato Tommaso ha incarnato la tenerezza di Dio e ha donato la sua vita senza riserve. Si è fatto tutto a tutti, con speciale predilezione per i deboli e gli indifesi. Accanto e insieme alla cura dell’anima, donando la Grazia di Dio, ha profuso ogni umana energia e risorsa per alleviare le sofferenze degli ultimi, provvedendo ai loro bisogni.

La postulatrice della Causa di canonizzazione, suor Lionella Calderaro, in visita ad una comunità indonesiana

Questa è la carità che egli ha ricevuto e donato dal Prezioso Sangue di Gesù Cristo. Una carità che non può mai finire, che non può essere esercitata solamente dalle mani forti e paterne e dal cuore dolce e materno del Beato, ma che deve passare come dono dello Spirito in una fondazione religiosa che prolunghi l’ideale di don Tommaso e porti la carità del Sangue di Cristo come carisma affidato alla Chiesa per il mondo intero.

Carità tangibile attraverso le sue Figlie

Una carità al servizio della sua Chiesa e dei suoi confratelli sacerdoti, ospitandoli nella sua casa come in un “cenacolo” di preghiera e di formazione permanente per essere sempre più idonei a svolgere il ministero sacerdotale.

Ma il nostro grazie più profondo va al Signore, perché da quel dono elargito al suo servo Tommaso fa scorrere un fiume che arriva ai nostri giorni ed è alimentato e arricchito dalla generosità di tante donne che consacrano la loro vita al Signore Gesù, testimoniando la carità del Sangue di Cristo nella lode, nella gioia e nel servizio dei fratelli che anche oggi come nel cuore del secolo XIX, hanno sete di Amore, sete di Dio.

E da Pagani si arriva in posti lontanissimi, dove il sorriso di chi sperimenta la gratuità di un sollievo e la dolcezza di una parola che salva, ispira tanti cuori a continuare l’opera del Beato Tommaso e a condividerne la missione.

Don Antonio Lobefalo, Sdb

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