Maestro di danza
un venticello leggero
per un concerto di foglie
stamane
nel mio cortile
tavolozza di colori.
Dove le porta,
dove ci porta questo vento?
Come foglie
staccate dal grande ramo
accartocciate
anche noi
danzando
volteggiando
torniamo alla terra.
Ma pronti
come sempre
per un’altra primavera.
A fatica, nelle nostre città, e forse anche altrove, riusciamo a leggere il calendario attraverso il mutare delle stagioni che sembrano cambiate, scambiate, non più quattro, e scolorite.
Ma, nel suo cuore antico, la natura è ancora maestra, e resiste e la vita esplode anche su un tetto diroccato, dove il vento ha trasferito un piccolo seme.
Le foglie secche e morte sono solo lavoro in più, e fastidioso, per gli operatori ecologici e i proprietari di campi e giardini? Se ancora non l’abbiamo sfregiata del tutto, impariamo di nuovo a leggere il grande libro della creazione e recuperiamo un tempo per accostare le fasi di una foglia a quelle della nostra vita.
Tempo in boccio, tempo verde, tempo baciato dal sole, e poi il lento cambiare colore, dolcezza dell’autunno, e accartocciarsi fino a cadere lungo la strada, calpestate, anche noi calpestati.
E spesso dimentichiamo, o facciamo fatica ad accettare, che la verde foglia bambina e quella secca e accartocciata è la stessa foglia, la stessa vita, la stessa persona, sempre incompiuta e tesa alla pienezza, sempre in crescita verso un oltre, un di più.
Eppure, una foglia non muore mai; diventa concime nella terra per nuove primavere, speranza di nuove generazioni nella fatica di crescere.
Non è, forse, così anche la nostra vita, che torna alla terra verde o accartocciata?
Anche noi, e se avviene è una grazia, attraversiamo tutte le stagioni e nelle fasi diverse e nei diversi colori esprimiamo la ricchezza nascosta in ogni vita: leggera, fragile e forte, come una foglia portata dal vento, ma su cui Qualcuno ha scritto parole d’eternità, preludio pasquale, sempre pronti a sorprenderci e a sorprendere.
Una carezza mensile
Secondo appuntamento con la nuova rubrica firmata dal vescovo Giuseppe. Uno spazio nato dal desiderio di offrire ad ogni lettore una carezza al cuore: un momento di pausa spirituale capace di lenire le preoccupazioni quotidiane e nutrire con delicatezza la fede
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