Pastori, chi avete visto?

Una lettera per scoprire la magia del presepe: il vescovo Giuseppe accompagna grandi e piccoli nel mistero del Natale.

Nella notte di Natale, Piazza San Pietro si illumina di bianco: fiocchi leggeri danzano nell’aria come coriandoli di luce, e il cuore si apre al mistero del Natale. Nella lettera «PASTORI, CHI AVETE VISTO? Dialogo in Piazza San Pietro nella notte di Natale dell’Anno Santo 2025», monsignor Giuseppe Giudice guida grandi e piccoli in un percorso di meraviglia e contemplazione.

Tra il suono delle ciaramelle, il gorgoglio dell’acqua e i canti natalizi che risuonano sotto il Colonnato del Bernini, pastori e santi della nostra terra insegnano il valore della carità e della speranza, invitandoci a scorgere nei gesti quotidiani la presenza di Dio e a lasciarci trasformare dal dono del Natale.

I bambini, protagonisti e guide del presepe, incontrano sant’Alfonso Maria de Liguori, che li invita a cantare: «Venite al presepe, portate la bella notizia di un Dio che si fa uomo». La loro melodia si diffonde nella piazza, portando pace nei cuori. Tra i pastori, uno in particolare si presenta come il pastore della speranza: l’àncora che porta simboleggia una speranza che non delude, e la Porta Santa indica il perdono di Gesù, invitando i bambini a custodire sempre la loro àncora nella vita.

I piccoli incontrano anche i servi di Dio don Enrico Smaldone e Alfonso Russo, che ricordano come nel presepe ci sia posto per tutti. Don Enrico, fondatore della Città dei Ragazzi, racconta di aver visto sulle facce di molti giovani le ferite della guerra e di aver sognato, con loro e per loro, una città dove si educa alla pace attraverso accoglienza, preghiera, rispetto, condivisione e lavoro dignitoso. Il suo modello è sant’Alfonso Maria Fusco, che gli ha insegnato a non temere perché “la Provvidenza provvederà”.

Alfonso Russo confida di aver scoperto, anche lontano da Betlemme, un “pezzo di cielo” negli occhi della Madre del Natale. Ha imparato che vivere significa servire e che nel servizio umile si trova la strada della gioia. Servire i più piccoli e i sofferenti lo ha reso pellegrino di speranza e amante del presepe, casa di Dio che si fa bambino. Grazie alla testimonianza del beato Tommaso Maria Fusco, ha seguito le gocce del sangue prezioso di Gesù e compreso il valore redentivo della sofferenza.

Arrivano i Magi, simbolo della ricerca della verità, che seguono la luce di una stella cometa e insegnano che gioia e saggezza si trovano guardando in alto e camminando con il cuore aperto. Oro, incenso e mirra diventano metafora della crescita spirituale: si riceve nella misura in cui si dona. Davanti alla grotta, i bambini contemplano Maria, Giuseppe e il Bambino, sperimentando il cuore del Natale: l’amore che genera amore, la pace che trasforma la vita.

Dal cuore di Roma, il Vescovo invita a portare il presepe in ogni casa e in ogni cuore, come semi di speranza che mantengono viva la luce del Natale anche nei giorni più freddi.

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